Mobilità e grandi eventi in Italia: una sfida che si può vincere. I dati dello studio di Geotab su Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo

• Tra il 6 e il 22 febbraio, in occasione del più grande evento sportivo internazionale degli ultimi anni, il traffico è aumentato, ma la viabilità ha retto grazie a un’adeguata distribuzione dei mezzi fra strade ad alta percorrenza e vie minori

• L’impegno delle flotte durante le gare è stato notevole, con i viaggi per singolo veicolo in crescita ovunque: Milano San Siro (+77%), Milano Santa Giulia (+99%), Assago (+87%), Verona (+98) e record a Cortina (ben + 1.456%)

• Le aree suburbane hanno subito gli effetti maggiori: la velocità media sulle strade è diminuita (ad Assago -7,8 km/h), ma nelle zone urbane è rimasta invariata

• Emissioni di CO2 agli antipodi: -29% a San Siro, +75% a Verona

Le ultime settimane hanno messo alla prova, come mai prima d’ora, la mobilità di un territorio ampio, eterogeneo e complesso: dalla grande città alle aree suburbane, fino ai territori alpini, delegazioni sportive e appassionati provenienti da ogni parte del mondo si sono avvicendati sulle strade del Nord Italia. Qual è stato l’impatto sull’infrastruttura stradale del Belpaese?

I dati sono chiari: l’Italia è stata in grado di ospitare un evento record, gestendolo in modo efficace dal punto di vista della mobilità.

Lo evidenziano i risultati dell’ultimo studio di Geotab lnc., leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi, che ha analizzato i dati provenienti dalle flotte connesse delle aree di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo, nel periodo dal 6 al 22 febbraio 2026. In particolare, lo studio ha preso in considerazione le zone strategiche di Milano (San Siro, Santa Giulia, Assago e Rho Fiera), Verona (Arena) e Cortina d’Ampezzo, guardando a indicatori quali volumi di traffico, durata dei tragitti, velocità ed emissioni dei veicoli per valutare l’impatto delle recenti gare sulla viabilità.

Traffico in aumento: impatti diversi a seconda delle zone

Non a sorpresa, le aree coinvolte dallo studio hanno registrato un significativo incremento dei livelli di traffico, pur con alcune differenze in base allo svolgimento di gare e cerimonie.

Rispetto allo stesso periodo del 2025, nelle settimane centrali di febbraio 2026 la circolazione nella città di Milano ha subito un’importante accelerazione: il numero di viaggi per veicolo è aumentato del +77% in zona San Siro, +99% nel quartiere Santa Giulia e +87% ad Assago. Più moderato l’incremento a Rho Fiera (+32%), che ha potuto beneficiare di un’infrastruttura già progettata per assorbire abitualmente un volume elevato di veicoli in transito.

Analogamente, la città di Verona ha registrato un +98% nei viaggi per veicolo rispetto al 2025, con un picco in occasione della cerimonia del 22 febbraio (+90% rispetto alla media del periodo preso in esame).

D’altro canto, è stata Cortina D’Ampezzo la maggiormente impattata dall’evento sportivo: con il +1.456% nel volume di traffico. La località veneta ha vissuto un profondo cambiamento nella mobilità quotidiana, con un’intensificazione nel corso della seconda settimana di gare, che ha registrato +22% nei viaggi per singolo veicolo rispetto alla prima.

Più traffico non significa necessariamente flotte più numerose… né strade più lente

I dati di Geotab rivelano che l’intensificazione del traffico nel periodo dell’evento non è stata legata solo a un maggior numero di veicoli circolanti, ma anche a un aumento dei viaggi percorsi dai singoli mezzi. In particolare, nell’area di Milano, si stima che, tra i veicoli delle flotte monitorate, meno della metà (tra il 37% e il 49%) si sia aggiunto a quelli già abitualmente in circolazione.

Allo stesso modo, gli insight relativi alla velocità media mostrano che l’intensificazione dei viaggi e delle attività logistiche non implica automaticamente un rallentamento del traffico, che dipende anche dalla capacità stradale, dalle misure di gestione del traffico e dalle infrastrutture esistenti.

Da questo punto di vista, le aree urbane sono state le meno impattate: la velocità dei veicoli è rimasta pressocché invariata rispetto alla media di gennaio sia a Milano (+0,3 km/h a San Siro, -1,9 km/h a Santa Giulia), sia a Verona (+0,3 km/h), indicando condizioni di viabilità sostanzialmente stabili. Se da un lato questo è sinonimo di una situazione di partenza già piuttosto congestionata, dall’altro significa anche che, nonostante tutto, le misure intraprese per far fronte ai picchi di traffico si sono rivelate efficaci.

Al contrario, le aree suburbane hanno subito maggiormente l’effetto del traffico, con i veicoli in transito ad Assago e Rho Fiera che hanno subito una diminuzione della velocità media rispettivamente di -7,8 km/h e -3,5 km/h rispetto al mese di gennaio. Tuttavia, seppur indicando una maggiore pressione, anche qui le gare in programma non hanno inficiato in modo troppo marcato la mobilità di zona.

Nel complesso, organizzare gli eventi in aree geografiche diverse ha consentito di distribuire l’impatto del traffico anziché concentrarlo, dando modo alle aree suburbane di sopportare un maggiore volume di veicoli e alle sedi urbane di assorbire ulteriore carico nei loro schemi di viabilità”, commenta Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations Europe di Geotab.

Grandi eventi ed emissioni di CO2, un’equazione non sempre scontata

Sulla base del consumo di carburante, il quadro delle emissioni rilasciate a febbraio 2026 è variabile. Se i volumi di traffico sono aumentati ovunque, la CO2 non ha sempre subito incrementi proporzionali e, in alcune località, è addirittura diminuita. La spiegazione risiede nell’interazione tra numero dei viaggi, distanza percorsa, consumi effettivi e tipologia di veicoli utilizzati.

Il caso di San Siro è emblematico. Qui le emissioni di CO2 sono diminuite del -29% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il 77% di viaggi in più per veicolo. Tale divario è giustificato dal fatto che il consumo medio di carburante per viaggio è sceso del -14%, con spostamenti più numerosi, ma più brevi ed efficienti.

Diversamente, Rho Fiera ha registrato aumenti di CO2 del +21%, pur inferiori all’aumento del volume dei viaggi (+32%). Ad Assago i viaggi sono quasi raddoppiati (+87%), ma la CO2 è aumentata solo del 17%, ancora una volta perché percorsi più brevi hanno parzialmente assorbito l’impatto.

Verona ha registrato il più netto aumento di CO2 (+75%), in linea con i dati che mostrano distanze percorse più lunghe (+12%). A differenza di Milano, caratterizzata da percorsi più brevi, il capoluogo veneto ha registrato viaggi più numerosi e più lunghi, con un conseguente aumento delle emissioni.

Percorsi alternativi, tragitti più brevi e maggiori tempi di fermo: come sono cambiati i percorsi durante il più grande evento sportivo invernale?

Un’ulteriore riflessione emerge osservando i limiti di velocità medi delle strade che sono state scelte nel periodo tra il 6 e il 22 febbraio 2026: rispetto a gennaio i limiti in sé, ovviamente, non sono cambiati, ma il mix di strade utilizzate sì. Se si considera che, ad Assago, Rho Fiera e Santa Giulia, il limite di velocità medio delle strade percorse è sceso di 3-4 km/h, si può intuire come, in risposta a possibili congestioni o chiusure stradali, il traffico si sia spostato dalle vie ad alta percorrenza (autostrade e tangenziali) ad alternative secondarie a bassa velocità.

Anche le distanze medie percorse sono diminuite, passando dal -33% di Assago al -15% di Milano Santa Giulia e -12% di Milano San Siro.

Se, in generale, i territori coinvolti dall’evento sembrano aver reagito positivamente alle sfide in termini di mobilità, emerge però un dato che evidenzia alcune difficoltà. Si tratta dei tempi di fermo dei veicoli, che sono aumentati in tutte le aree interessate dallo studio: a Milano, in zona San Siro si è registrato un tempo medio di fermo di 7,5 minuti (pari al 25% della durata totale dei viaggi), con un +10% rispetto a gennaio, mentre ad Assago è passato a 5,1 minuti (+50% rispetto a gennaio) e a Rho Fiera a 4,8 minuti (+17%). Nella città di Verona, per sua natura diversa rispetto a Milano, i tempi di fermo si sono limitati a 2,1 minuti per viaggio, rappresentando però un incremento del +24% rispetto alla media del mese precedente.

Cortina d’Ampezzo: l’impatto di un grande evento su un territorio ristretto

In termini di infrastrutture e mobilità, la località veneta ha subito la trasformazione più grande e meglio gestita. Il volume degli spostamenti è aumentato di ben 15 volte rispetto al 2025, in linea con la possibile combinazione di transfer per atleti e spettatori con una generale intensificazione delle attività logistiche di zona.

D’altro canto, la velocità media per ogni percorso è addirittura aumentata (+1,1 km/h), così come i limiti medi di velocità delle strade percorse (+2,1 km/h), segno sia di una gestione logistica efficace, sia che il traffico potrebbe essere stato convogliato con successo sulle direttrici principali, risparmiando le vie minori.

Mentre le città si preparano per gli eventi futuri, i dati dei veicoli connessi possono andare oltre l’analisi retrospettiva e diventare un vero e proprio supporto decisionale in tempo quasi reale, consentendo di identificare gli snodi critici man mano che si sviluppano, verificare se le misure di gestione del traffico sono efficaci e fornendo raccomandazioni davvero data-driven”, prosegue Peduzzi. “Per esempio, il passaggio a viaggi più brevi e frequenti ha implicazioni anche per la pianificazione dei trasporti urbani, suggerendo che gli investimenti nella connettività dell’ultimo miglio potrebbero generare ritorni maggiori rispetto all’espansione della capacità stradale. I grandi eventi, dunque, stanno mettendo in luce la capacità della telematica di sfruttare i dati per comprendere meglio il mondo che ci circonda, supportare la comunità e creare valore reale”.