Il noleggio sfiora il 34% di quota nelle immatricolazioni nazionali del primo trimestre 2026

L’analisi condotta da ANIASA e Dataforce registra nel 2026 un trend di crescita positivo per le immatricolazioni a noleggio: +10%, a fronte di un mercato che, nel suo complesso, sale leggermente meno (+8,2%).

Segnali molto positivi nel “breve termine” (+58,3%) per le auto, male però per i veicoli commerciali leggeri (-23,4%). Nel “lungo termine”, invece, gli indicatori sono in rosso per entrambi i comparti: -3,5% per le vetture e -9,9% per i mezzi da lavoro sotto le 3,5 t.

Roma, 7 aprile 2026

Nei mesi da gennaio a marzo le immatricolazioni del noleggio veicoli (auto + veicoli commerciali leggeri) crescono (+10%) soltanto grazie al noleggio a breve termine, protagonista di una formidabile accelerazione. I dati delle immatricolazioni del primo trimestre indicano un aumento complessivo nei volumi di oltre 16.000 unità, con un totale di circa 179.000 immatricolazioni. A fare la differenza sono state però le autovetture (+12,3%), con un risultato positivo soltanto in ambito “breve termine” (+58,3%), mentre nel “lungo termine” si è registrata una parziale flessione (-3,5%). Maggiori difficoltà, invece, per il comparto dei veicoli commerciali leggeri (-11,3%), sottotono per entrambe le tipologie di noleggio: -9,9% per il “lungo termine” e -23,4% per il “breve termine”.

Il calo dei volumi di noleggio sul comparto dei veicoli commerciali leggeri porta un leggera flessione anche del mix di questo sul totale mercato di circa 3 punti percentuali. Nonostante questo dato, nel primo trimestre 2026, un veicolo su 3 risulta essere immatricolato sui canali del noleggio.

Tra le tendenze principali di questo inizio 2026 occorre segnalare l’avanzata dei brand cinesi nel mercato dell’auto in Italia, non soltanto tra i privati ma anche nelle flotte aziendali, e in particolare nei canali del noleggio sia a breve sia a lungo termine. Nel nostro Paese da gennaio a marzo sono state targate circa 490.000 automobili, di cui 60.000 appartenenti a marchi cinesi o costruite in Cina e distribuite da marchi che si approvvigionano in quel Paese (aggiungendo talvolta qualche adattamento in Italia). Nel primo trimestre 2025 furono esattamente la metà. Le auto cinesi hanno dunque raggiunto una quota di mercato del 12,4%: l’anno scorso avevano conquistato appena il 6,7%. Se le auto cinesi vendute ai privati seguono lo stesso andamento del mercato nel suo complesso, cioè sono raddoppiate, in ambito noleggio la crescita è ancora più evidente: il lungo termine quest’anno ne ha targate 7.145, tre volte tanto rispetto all’anno scorso. Un evidente segno che sono ormai concretamente entrate nelle car policy delle aziende. Ancora più evidente la diffusione nell’ambito del noleggio a breve termine: nel 2026 questo canale ha targato 10.820 auto cinesi, con una crescita del 60% sui tre primi mesi del 2025. Oggi nel NBT le auto cinesi conquistano una quota del 18%.

Un altro fenomeno rilevante è il calo della diffusione delle auto a gasolio: una tendenza che si consolida sempre di più, non solo tra i privati (dove nel 2026 la quota del diesel è scesa a un minimo storico del 12,2%) ma anche nel noleggio a lungo termine. Oggi il diesel in questo canale è un’opzione che conquista a stento un’immatricolazione su cinque (la quota è esattamente del 22,6%). Ancora più scarsa la penetrazione del diesel nel noleggio a breve termine: appena il 10,4% delle auto targate dai rent-a-car è a gasolio.

Sono questi i principali dati e spunti che emergono dall’analisi del primo trimestre 2026 sul settore del noleggio veicoli promossa da ANIASA, l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore della mobilità pay-per-use e dalla società di analisi di mercato Dataforce.

I dati che emergono nello studio delle immatricolazioni del primo quarto di quest’anno indicano che il comparto del noleggio viaggia a due velocità: il breve termine è il canale con il maggior tasso di crescita in assoluto, mentre il lungo termine è l’unico tra i canali della distribuzione ad apparire in rosso nel 2026.

Per leggere in maniera corretta i dati del noleggio a lungo termine su questo primo trimestre 2026, è necessario ricordare che nello stesso periodo del 2025 il comparto ha visto una forte spinta (soprattutto legata alle società captive e al bando Consip), un picco quindi eccezionale. Il dato di quest’anno non è un dato negativo, soprattutto se andiamo a confrontarci con anni a stagionalità più ordinari: nel 2026 il noleggio a lungo totalizza 105.000 immatricolazioni di autovetture, oltre 10.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il breve termine, da parte sua, si è giovato dell’anticipato rinnovo della flotta in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e delle anticipate festività pasquali.

Da gennaio a marzo il settore del noleggio ha immatricolato 179.017 veicoli (+10%), di cui 164.492 vetture (+12,3%) e 14.525 commerciali leggeri (-11,3%). La quota del noleggio sull’intero mercato raggiunge il 33,6%, identica sia in ambito vetture sia nel settore dei mezzi da lavoro.

Anche in questo primo scorcio d’anno, il noleggio si conferma segmento trainante di un’industria dell’auto tornata in positivo, grazie a un tasso di crescita in doppia cifra (+12,3%) e con una quota di mercato record del 34% sull’immatricolato nazionale. Oltre una vettura su tre è a noleggio. Dall’analisi dei dati sulle motorizzazioni delle auto in flotta agli operatori del settore emerge con chiarezza la decisa contrazione del diesel, fino a pochi anni fa maggioritario e oggi al 20%, e l’aumento significativo dell’ibrido. L’incertezza normativa e una inadeguata fiscalità sull’auto aziendale penalizzano ancora il noleggio a lungo termine con numerose aziende clienti che preferiscono ancora rinviare il rinnovo della propria flotta, in attesa di tempi migliori. Non si può più rimandare una seria revisione della fiscalità che allinei il trattamento riservato alle imprese italiane con quello riservato ai competitor europei. L’occasione per il Governo è alle porte, con l’imminente definizione della Legge Delega di riforma in cui, stando alle attuali previsioni legislative, si dovrà intervenire sui livelli di deducibilità dei costi delle auto aziendali. Un appuntamento da non perdere!”, ha commentato il Presidente ANIASA Italo Folonari.

TOP 5 AUTOVEICOLI PIÙ NOLEGGIATI

Nella classifica del primo trimestre del 2026 la Fiat Panda si conferma come il modello più noleggiato nel lungo termine, con un totale di 6.000 unità da gennaio a marzo (-44%). Il calo ha una motivazione “interna” allo stesso marchio: la “sorella maggiore”, la nuova Grande Panda, sta ottenendo il massimo gradimento da parte degli utenti di flotta, e si è piazzata subito al secondo posto, con circa 4.000 unità targate dal NLT. Pandina e Grande Panda assieme confermano i volumi del primo trimestre 2025, quando però Grande Panda era in fase di avvio della commercializzazione e le immatricolazioni erano quasi soltanto relative alla più piccola citycar. La Top 5 si completa con il terzo posto di Volkswagen Tiguan, il quarto di BMW X1 e il quinto di Peugeot 3008. Tutte con volumi superiori alle 3.000 unità. Tra i veicoli commerciali leggeri, il modello più noleggiato continua a essere il Fiat Doblò, con immatricolazioni in flessione (-46,3%). Sale invece Fiat Scudo, che si piazza secondo e ha triplicato le immatricolazioni. Nelle posizioni successive Ford Transit (-16,7%), Fiat Ducato (-48,3%), Fiat Panda N1 (+170%).

Nel noleggio a breve termine (NBT) la Top 5 delle vetture nel primo trimestre 2026 è completamente differente da quella del 2025 e vede salire al primo posto Jeep Avenger, con un aumento vertiginoso delle immatricolazioni (+144%). Al secondo posto Fiat Panda (+47,1%), seguita da Renault Captur (+120,1%), Fiat Grande Panda (che nel 2025 era in fase di lancio) e Nissan Qashqai (+12,3%). Da notare che tutte le prime 5 posizioni sono molto ravvicinate: tra il modello più venduto e il quinto in graduatoria la differenza è di meno di 500 unità. In ambito LCV, Iveco Daily (-29,9%) mantiene il primato, a seguire Fiat Ducato, Fiat Scudo, Toyota Proace City e Ford Transit.

L’ANALISI PER UTILIZZATORE

Nel noleggio a lungo termine, confrontando le quote di mercato del noleggio ai privati e di quello ad aziende del 2026 (primi tre mesi) con i quattro anni interi precedenti, si nota che la quota dei privati è andata calando tra il 2022 e il 2023 (dal 18,8% al 14,4%), per poi risalire di 2,4 punti fino al 16,8% di quota nel 2024. Ancora una forte crescita nel 2025, con il raggiungimento di una percentuale del 21,3% e infine un ulteriore piccolo passo in avanti quest’anno, quando la quota dei privati sul totale dei noleggi a lungo termine ha raggiunto il 21,7%. Quasi 80 noleggi su 100 nel 2026 rimangono dunque ancora appannaggio dei clienti aziendali.

L’ANALISI PER ALIMENTAZIONE

Nel noleggio a lungo termine di auto l’alimentazione più diffusa nel 2026 rimane quella a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota del 42,7%. Se le immatricolazioni di NLT quest’anno sono scese del 3,5%, ancora più evidente è il calo delle nuove targhe di auto a benzina: -15,6%. Ma la contrazione delle immatricolazioni di auto a gasolio nel NLT è ancora più elevata, perché ha sfiorato il -19%, raggiungendo una quota di mercato di appena il 22,6%. Quota di mercato che è ormai insidiata da quella delle plug-in hybrid, l’unica tipologia di alimentazione rilevante che nel 2026 dà segni di vivacità assoluta, con una crescita delle nuove targhe di ben il 124,8% e il raggiungimento di una quota di mercato del 17,7%, mai vista in precedenza.

In termini percentuali l’avanzata delle auto a gpl è ancora più grande: +279,6%, ma il gas non ha mai avuto grande rilevanza nel NLT. In valori assoluti nel primo trimestre le auto a gas targate dal noleggio a lungo termine sono state appena 2.700, con una quota di mercato che vale solo il 2,6%. La spinta è dovuta all’ingresso su questo comparto di brand come EVO, DR ed EMC.

Le immatricolazioni di BEV in ambito NLT sono scese del 18,2%, cioè oltre 5 volte il trend del mercato nel suo complesso: ora la quota è del 5,5%. Nel mercato totale quest’anno la quota delle auto elettriche è invece del 7,9%. Flessione anche per le immatricolazioni di noleggio a lungo termine di vetture full hybrid: -10%. La quota scende quindi al 9%, quasi la metà rispetto a quella conquistata quest’anno dalle plug-in hybrid. È evidente, dunque, che il rinnovamento del parco circolante del NLT quest’anno va al rallentatore, per le ragioni che abbiamo spiegato all’inizio di questa analisi. Come aveva previsto Aniasa tempo fa, quando è cambiata la fiscalità sul fringe benefit molte aziende hanno preferito prolungare i contratti in essere piuttosto che rinnovare la flotta convertendosi all’elettrico puro o alle PHEV. Le alimentazioni più virtuose (plug-in hybrid, full hybrid ed elettrica), nelle immatricolazioni di noleggio a lungo termine quest’anno rappresentano una quota del 32,2%, appena più alta (grazie alle PHEV) rispetto al 31,2% del mercato nel suo complesso.

Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel si mantiene su percentuali di valore assoluto, ma scende al di sotto della soglia dell’80% (nel primo trimestre è esattamente al 79,2%). La perdita di immatricolazioni è pari a -18,1%, cioè il doppio rispetto alla media del mercato di VCL. La seconda alimentazione più diffusa quest’anno è quella a benzina, che conquista una quota dell’11,2% e cresce nelle immatricolazioni del 55,7%. Alle altre tipologie di alimentazione rimangono soltanto le briciole: meno di 1.300 unità su un totale delle targhe trimestrali di oltre 13.000. Veramente poco, anche se i tassi di crescita sono elevati per full hybrid (+80,8%) e plug-in hybrid (+346,4%). Ma le ibride “vere” rappresentano insieme meno del 4,5% del mercato. Ossia tanto quanto i mezzi da lavoro elettrici (4,4%), che quest’anno sono cresciuti nelle immatricolazioni del 9,3%. Flessione significativa anche per i veicoli commerciali leggeri a gas, che però rappresentano una quota sempre più minimale: appena lo 0,8% sul totale.

Nel noleggio a breve termine, benzina al 68,4% nei primi 3 mesi del 2026), mentre il diesel precipita al 10,4%, conquistando una quota di mercato molto simile a quella delle full hybrid (9,6%) e delle plug-in hybrid. Auto elettriche in contrazione: nel noleggio a breve termine quest’anno conquistano meno dell’1,2% di quota. Quasi inesistenti le immatricolazioni di auto a gas: appena 109 automobili, con una quota di mercato dello 0,3%.

Tra i veicoli commerciali leggeri, il noleggio a breve termine evidenzia una scelta pressoché obbligata verso il diesel: l’87,3% di quota di mercato, molto superiore a quella del noleggio a lungo termine. Nemmeno il benzina è preso in considerazione da questo canale, con una quota che non arriva nemmeno al 4%. Ibridi e a gas sono praticamente sconosciuti in questo canale, mentre quelli BEV stanno diventando ormai l’unica alternativa al diesel: nel primo trimestre hanno conquistato una market share nel NBT VCL del 7,2%.

Noleggio a Lungo e a Breve Termine - Approfondimento Dataforce primo trimestre 2026

Nei primi tre mesi del 2026 il settore del noleggio ha targato 179.017 veicoli tra Passenger Cars e Light Commercial Vehicles (+9,96%), di cui 118.311 per il long rent (-4,27%) e 60.706 per lo short rent (+54,78%). Complessivamente il noleggio quest’anno ha conquistato il 33,6% del mercato. Il canale del NLT è, in apparenza, in flessione sia tra le Passenger Cars (-3,51% di nuove targhe rispetto allo stesso periodo del 2025) sia tra i Veicoli Commerciali Leggeri (-9,91%). Ma dietro questi numeri bisogna fare una lettura più approfondita. Per comprendere lo stato di salute del comparto, occorre confrontare i risultati del Q1 di quest’anno con quelli dell’anno scorso, quando alcuni operatori captive ottennero notevoli risultati di crescita, dovuti in parte alle immatricolazioni dedicate al bando Consip, che devono essere considerati un picco eccezionale. A gennaio, febbraio e marzo del 2025 il comparto Captive fece segnare percentuali di crescita rispettivamente dell’80%, 83% e 91%, chiudendo il trimestre con una crescita del 86% e 25.000 vetture in più rispetto al primo trimestre 2024. Insomma: la flessione di quest’anno in realtà non è un dato negativo, ma il risultato di un confronto con un primo trimestre 2025 caratterizzato da un picco verso l’alto difficilmente ripetibile. Per capirci, nel Q1-2024 le Captive targarono quasi 30.000 vetture, oggi siamo a 48.000. Tutto l’NLT nel Q1-2024 targò 94.500 vetture, oggi sta a 105.000: il noleggio a lungo termine quest’anno è solido e la flessione è soltanto apparente.

Per quanto riguarda il canale del NBT, la performance è molto positiva, ma solo grazie all’exploit delle Passenger Cars (+58,25%), mentre tra gli LCV c’è stata una caduta piuttosto accentuata (-23,4%).

Tra gli ulteriori fenomeni più rilevanti del 2026 c’è la ripresa dei top brand del mercato del noleggio a breve termine, in ambito Passenger Cars: un ritorno al passato rispetto a un 2025 molto più “polverizzato” quando al vertice della classifica c’erano gli “Altri Operatori”, cioè i noleggiatori di piccole o addirittura piccolissime dimensioni, che sono attivi in ambito regionale se non addirittura esclusivamente provinciale, e dalle immatricolazioni cumulative di noleggio delle concessionarie e delle Case Auto. Tra gli LCV, invece, gli “Altri Operatori” continuano a dominare il mercato, con una quota che sale nel primo trimestre addirittura al 51,4%, mentre le targhe di noleggio delle reti di vendita e dei costruttori sfiorano il 22% e mantengono saldamente la seconda piazza.

Si segnala quest’anno il fenomeno di alcune operazioni di trading sul noleggio a lungo termine: alcuni OEM vendono auto a società che operano nel comparto del noleggio che però vengono utilizzate per essere rivendute, meglio se esportate.

Un altro elemento di analisi evidente è la forte accelerazione di Leasys, che mantiene il primato nella classifica degli operatori del NLT Passenger Cars come nel primo trimestre 2025, ma distanziando il competitor Arval in maniera più netta rispetto all’anno scorso. Leasys è prima anche nel noleggio a lungo termine Light Commercial Vehicles, ma con una contrazione delle immatricolazioni più che doppia rispetto a quella della media del mercato, anche se, come sottolineato in precedenza, il confronto con l’anomalo 2025 è scarsamente significativo, soprattutto per Leasys. Viceversa Arval, seconda, si avvicina a Leasys e cresce nei volumi, in netta controtendenza con il mercato NLT LCV.

Infine, una considerazione sulle alimentazioni: la transizione verso l’auto elettrica pura va al rallentatore anche in questo 2026 mentre si avvicina rapidamente la scadenza del 2030 quando, secondo la Commissione Europea, le flotte dovrebbero abbandonare definitivamente le motorizzazioni termiche. L’Italia, anche nel settore business, rimane il fanalino di coda del Continente nell’adozione delle BEV, con una quota che, nelle flotte aziendali, non arriva nemmeno al 5,7% (nel trimestre è al 7,85% sul mercato nel suo complesso). È un po’ difficile ipotizzare che tra quattro anni le aziende si convertano tout court all’elettrico…

Differente è il discorso sulle PHEV, che sempre più appaiono una scelta obbligata, piuttosto che apprezzata, per i clienti aziendali del noleggio a lungo termine in sostituzione del diesel, che ormai è confinato su quote di mercato residuali (21,45% quest’anno). Nel primo trimestre 2026 le plug-in hybrid hanno conquistato una quota di mercato del 18,42%, con un incremento delle immatricolazioni del 140%, raggiungendo una market share del 18,42%, più che doppia rispetto al 9,1% delle full hybrid, che invece appare ormai costantemente una soluzione valida più per i privati che per le flotte. La scelta di passare alle PHEV è infatti vantaggiosa per i dipendenti assegnatari di auto aziendale, perché non incide sulla busta paga quanto lo farebbe con un’auto ad alimentazione tradizionale. Ma, oltre che determinare vantaggi fiscali nel fringe benefit, il passaggio alle PHEV richiede un’attenta analisi su tempi e luoghi di rifornimento dell’energia, che necessita di una pianificazione attenta. Più alla portata di un’azienda strutturata, piuttosto che di un privato.

L’ANALISI DEL MERCATO DEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER OPERATORE

La performance di Leasys quest’anno è nettamente migliore rispetto al 2025. Nel primo trimestre 2026 il colosso del noleggio a lungo termine controllato pariteticamente da Stellantis e da Crédit Agricole ha fatto segnare una crescita del 32,5% delle immatricolazioni, raggiungendo una market share del 24,37%, oltre 3 punti in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Vogliamo puntualizzare anche qui una cosa: la classifica per operatore di Dataforce utilizza la metodologia di riclassificazione del rent-to-rent ai reali utilizzatori, ovvero le società di noleggio a breve termine. Le tempistiche di iscrizione al registro dei locatari fanno sì che bisogna attendere qualche mese per avere un dato consolidato e dobbiamo ricordare che Leasys nel 2025 ha destinato circa il 13% del suo immatricolato al rent-to rent. Pertanto, nel prossimo focus noleggio a chiusura del semestre, questa impennata di Leasys potrebbe ridursi di qualche punto per effetto di questa riclassificazione.

Arval si posiziona seconda tra i noleggiatori che operano nel lungo termine Passenger Cars, con un volume di nuove targhe che si avvicina alle 18.000 unità, quasi 700 in meno del Q1 2025. Come conseguenza dell’impennata di Leasys, la quota di mercato di Arval scende al 17,17%, oltre 3 punti in meno. Al terzo posto Ayvens che, nonostante circa 2 punti in meno di quota di mercato, sale di qualche centinaio di unità nelle immatricolazioni, che superano nei 3 mesi le 17.000 unità. Quarta è Volkswagen Leasing, che performa un po’ meglio dell’anno scorso (+5,4%) e si avvicina alle 14.000 nuove targhe, grazie soprattutto al successo dei modelli Audi (quest’anno più di un’Audi su tre è immatricolata nel canale NLT). Al quinto posto si mantiene Alphabet, che quest’anno fa registrare un’impennata delle immatricolazioni (più che raddoppiate, superando le 6.300 unità: attendiamo anche qui una verifica di quante di queste siano destinate al rent-to-rent). Nelle posizioni successive Drivalia, anch’essa di Stellantis, che fa segnare il tasso di crescita più significativo tra i player più importanti (oltre il 200% in più rispetto al primo trimestre 2025), l’insieme degli Altri Operatori di NLT, UnipolRental e Kinto Italia. I primi cinque operatori del mercato NLT Passenger Cars conquistano complessivamente una quota di mercato del 77,5%.

In ambito LCV, è sempre Leasys a conquistare il primato, con una quota di mercato del 26,73%, ma in regresso di 4 punti. Arval è più distanziata con una market share del 21,65%. Identica a quella delle Passenger Cars anche la terza posizione, che è appannaggio di Ayvens, seguita dall’agglomerato degli Altri Operatori e da Volkswagen Leasing.

L’ANALISI DEL MERCATO DEL NOLEGGIO A BREVE TERMINE PER OPERATORE

Nel mercato dei rent-a-car sono tornati al vertice i grandi protagonisti del mercato internazionale: Avis Budget, Europcar e Hertz, che conquistano, in questo ordine, il podio del primo trimestre NBT Passenger Cars. Tra Avis Budget Italia ed Europcar quest’anno è un serrato testa a testa: per ora prevale di misura il primo con una quota di mercato del 14,69% contro una market share del secondo di 14,6%. Un po’ più distante Hertz con una quota di mercato del 12,62%. A seguire, l’insieme delle immatricolazioni di noleggio dei Concessionari e delle Case Auto, Locauto Rent, l’agglomerato dei piccoli noleggiatori del breve termine, Sicily by Car, Noleggiare e Sixt.

In linea generale, anche quest’anno il mercato del noleggio a breve termine Passenger Cars non vede un dominatore assoluto. Ma se il comparto vetture è molto frastagliato, anche il settore dei Veicoli Commerciali Leggeri appare molto diversificato, con addirittura i “piccoli” che dominano il mercato: in testa, con una quota di mercato che supera il 51%, c’è proprio l’insieme dei piccoli operatori locali. Al secondo posto, il raggruppamento dei noleggi a breve termine delle concessionarie e delle Case Auto, con una market share del 22%. A seguire, Noleggiare, Avis Budget Italia ed Europcar.

I PRIMI 5 OPERATORI PER TIPOLOGIA DI UTILIZZATORE

La doverosa premessa, analizzando i dati per utilizzatore nel primo trimestre dell’anno, è quella che ancora il 70% delle immatricolazioni del noleggio a lungo termine non è stato iscritto nel registro dei locatari quindi questa analisi è condotta soltanto sul 30% delle immatricolazioni del comparto. A paragone, nel 2025 rimane il 18% di NLT non iscritto a un utilizzatore finale. Per il noleggio a breve termine assegnato ad un utilizzatore per più di 30 giorni, la quota costante è del 5%.

Le tabelle mostrano le quote di mercato dei primi 5 player dove, per adesso, Volkswagen Leasing, Arval e Ayvens sono i protagonisti indiscussi del canale dei privati, con Kinto Italia e Alphabet distanziati nelle posizioni seguenti. La captive di Volkswagen, Arval e Ayvens assieme conquistano quasi il 73% del mercato dei privati. Nel canale business, ovvero le immatricolazioni destinate a clienti aziendali, sono ancora Volkswagen Leasing, Arval e Ayvens a realizzare i volumi maggiori, anche in questo caso con un dominio di mercato assoluto: insieme raggiungono il 62% di market share. Il noleggio ai dealer vede invece al primo posto Volkswagen Leasing con una market share di quasi il 25%, ma seguita a ruota da Stellantis Renting (23,68%). A seguire: Kinto Italia, Ayvens e Arval. Volkswagen Leasing è anche lo specialista nel rent-to-rent verso gli operatori del breve termine, con una market share al 46%. Ma anche Alphabet opera in maniera importante in questo ambito, con una quota del 31,3%.

In ambito LCV, i volumi destinati ai “privati” (cioè le ditte individuali, gli artigiani e i professionisti), ai dealer e al rent-to-rent sono scarsamente significativi: in questo settore sono i noleggi alle società a costituire la parte più rilevante del mercato. L’operatore che comanda la Top 5 quest’anno è Arval, che precede Volkswagen Leasing e Ayvens.

I 5 MODELLI PIÙ NOLEGGIATI PER TIPOLOGIA DI UTILIZZATORE

Le classifiche dei modelli più noleggiati da privati e società variano molto a seconda della tipologia di cliente: pochi sono i modelli che appaiono costantemente in tutte le categorie. Uno di questi è Volkswagen Tiguan, seconda nel noleggio ai privati, prima nel noleggio alle aziende e terza nello short term. Ricordando la premessa fatta nel capitolo precedente, è evidente come la categoria con i maggiori volumi sia quella del noleggio non iscritto (quella che nelle risultanze del Ministero Infrastrutture e Trasporti è senza utilizzatore finale), dove Fiat Panda, Grande Panda, Peugeot 3008, Jeep Avenger e BMW X1 appaiono come le best-seller del canale.

Al momento attuale, quindi, tra i privati è prima Cupra Leon, seguita da Volkswagen Tiguan, Toyota Yaris Cross, Audi A5 e Ford Puma. Tiguan mantiene il primato anche nella classifica dei modelli preferiti dai clienti aziendali: precede BMW X1, Toyota C-HR, Volkswagen Golf e Peugeot 3008. Infine, la Top 5 dei modelli più immatricolati dai noleggiatori a breve termine. I primi 5 sono: Renault Captur, Jeep Avenger, Fiat Panda e Grande Panda e Nissan Qashqai.

In ambito LCV il Fiat Doblò è al primo posto nelle immatricolazioni di noleggio tra i modelli ancora privi di iscrizione al registro dei locatari ed è al secondo nei noleggi ad aziende. La Top 5 di questo comparto è appannaggio esclusivo di Fiat e Ford nel seguente ordine: Fiat Scudo e Doblò, Ford Transit, Fiat Ducato e Ford Transit Custom.

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