60° Anniversario ANIASA - Muoviamo il futuro
01 Luglio 202560º anniversario ANIASA - Muoviamo il futuro
27 Giugno 2025Presentazione 24° Rapporto ANIASA
13 Maggio 2025PRESENTAZIONE 24° RAPPORTO ANIASA
09 Maggio 2025
Noleggio, un 2025 da protagonista
Auto Aziendali Magazine
27 Febbraio 2026
Intervista a Italo Folonari - Noleggio auto e transizione Folonari (Aniasa): «Serve una riforma fiscale attuale»
Il Riformista
27 Febbraio 2026
Il 2026 prende il via all’insegna del rinnovo della fiducia
Il 2026 della Rete parte con un altro rinnovo del contratto di affiliazione. La sede di Grosseto sceglie di proseguire l’avventura in VAN4YOU per altri 10 anni! Ulteriore dimostrazione del successo e della fiducia che il Brand raccoglie che consente così di consolidare il posizionamento sul territorio e di dedicarsi al piano di sviluppo industriale.
26 Febbraio 2026ANIASA 26 febbraio 2026
26 Febbraio 2026
Decarbonizzazione flotte aziendali - Parere XIV Commissione Camera e intervento ANIASA
Prot. n. p. 1948 Roma, 25 febbraio 2025
A TUTTE LE ASSOCIATE
Oggetto: Decarbonizzazione flotte - Intervento ANIASA ed Incontro-parere XIV Commissione Camera
Come anticipato, la proposta della Commissione EU riguardante la c.d. Decarbonizzazione delle flotte prevede obiettivi nazionali vincolanti per ciascuno Stato membro, con quote obbligatorie di immatricolazione di autovetture e VCL aziendali a partire dal 2030 e dal 2035.
La Proposta è stata in questi giorni esaminata dalla XIV Commissione Politiche Comunitarie della Camera, a cui ANIASA ha trasmesso documento di posizione, contestando vivamente le previsioni europee.
Nel documento l’Associazione critica le proposte quote obbligatorie per il settore, lesive del principio di neutralità tecnologica, non ritenendo assolutamente condivisibile l’introduzione di un obbligo volto a imporre percentuali vincolanti di acquisto di veicoli a zero e basse emissioni. (cfr. in allegato).
ANIASA ha evidenziato come il settore del noleggio svolga una funzione strategica di raccordo tra la domanda del mercato e l’offerta dell’industria automobilistica, interfacciando le scelte di imprese e privati, incidendo significativamente sul ritmo di rinnovo del parco circolante.
Un’impostazione di carattere prescrittivo rischierebbe infatti di generare rilevanti criticità operative ed economiche per le imprese del settore, un rallentamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni a livello generale e, in particolare negative ripercussioni sulla competitività delle aziende e sul sistema turistico nazionale.
Per un esame più diretto delle posizioni associative e tramite UTOPIA, stamattina una delegazione ANIASA con la Vice Presidente Rita Rossi e con il Dott. Alessandro Cardoselli (former VP ANIASA e oggi delegato dal Vice Presidente Dario Casiraghi) ha incontrato il Presidente della XIV Commissione On.le Alessandro Vigna.
Nell’incontro i rappresentanti ANIASA hanno evidenziato le criticità per i comparti a breve e a lungo termine, menzionando, tra l’altro, la carenza di infrastrutture di ricarica nelle zone ad elevata frequenza turistica ed i rischi sui valori residui di beni che registrano una continua evoluzione.
L’On.le Vigna, compreso il ruolo svolto dal settore nel contesto aziendale e turistico, ha espresso piena condivisione della Commissione sulle tesi e sugli aspetti denunciati da ANIASA.
Nel corso dell’incontro l’On.le Vigna ha anticipato il Parere della XIV Commissione (ora pubblicato sul sito della Camera ed in via di trasmissione alla Commissione Europea), in cui è ritenuto necessario stabilire, mediante apposite modifiche, un abbassamento degli obiettivi stabiliti per l’Italia e l’eliminazione della quota obbligatoria di veicoli a zero emissioni.
25 Febbraio 2026
Targa Telematics migra su EQUINIX e rafforza l’infrastruttura globale per una crescita senza confini
• La migrazione verso Equinix (FR4 e ML5) supporta la crescita internazionale dell’azienda e si inserisce nel percorso di evoluzione tecnologica della società;
• Sostenibilità, continuità operativa e sicurezza al centro della strategia, con il supporto end‑to‑end di Gruppo Zenit.
Targa Telematics – uno dei principali player globali nel campo dell’AIoT (Artificial Intelligence of Things) nello sviluppo di soluzioni e piattaforme digitali per la mobilità connessa - annuncia la migrazione della propria infrastruttura verso i data center di Equinix, azienda di infrastrutture digitali che opera a livello mondiale, per rafforzare e garantire continuità operativa, sicurezza e scalabilità dei servizi, con un’attenzione crescente anche alla sostenibilità.
La scelta strategica si inserisce in un percorso di evoluzione tecnologica di Targa Telematics, volto a garantire performance elevate e maggiore resilienza, assicurando al tempo stesso protezione dell’investimento nel lungo periodo: la nuova infrastruttura, basata sui data center a Milano e Francoforte (ML5 e FR4) , è stata infatti progettata per crescere con il business, ridurre i rischi operativi e mantenere elevati standard di efficienza e affidabilità nel tempo.
Inoltre, la presenza capillare a livello globale di Equinix – 280 data center in 77 mercati e 36 Paesi - rappresenta un elemento chiave per supportare l’espansione di Targa Telematics in nuove aree, assicurando al tempo stesso il rispetto di requisiti sempre più stringenti legati alla sovranità e alla residenza del dato, sempre più richiesti in diversi Paesi.
Sostenibilità certificata: un impegno condiviso
L’impegno condiviso verso la sostenibilità è stato un elemento centrale nella scelta di Targa Telematics. Equinix rappresenta oggi una delle piattaforme di data center più avanzate in termini di efficienza energetica e riduzione delle emissioni, grazie a investimenti continui a livello globale in tecnologie innovative per l’ottimizzazione dei consumi, l’utilizzo di energie rinnovabili e progetti di recupero ed esportazione del calore. A conferma di questo percorso, Equinix vanta certificazioni di sostenibilità riconosciute a livello internazionale, ISO 14001 e ISO 50001, oltre a riconoscimenti esterni, tra cui la presenza nella CDP Climate Change A-List e, dal 2025, la medaglia EcoVadis Gold
Per Targa Telematics, la scelta di Equinix è un modo concreto di accelerare e sostenere il raggiungimento dei propri obiettivi ESG, guadagnando inoltre la facoltà di accesso a accedendo metriche di sostenibilità certificate da green power report che possono essere integrati nei propri bilanci di sostenibilità.
Continuità operativa, massima affidabilità e sicurezza
Con la garanzia di un uptime superiore al 99,999%, sistemi critici ridondati e processi operativi certificati ISO 22301, i data center Equinix permettono a Targa di disporre di un’infrastruttura resiliente, sicura e progettata per garantire la continuità dei servizi anche in scenari complessi. Sul fronte della cybersecurity, gli standard di sicurezza fisica e logica offerti da Equinix sono tra i più elevati al mondo, con accessi biometrici, videosorveglianza 24/7, controlli multilivello e programmi globali di training sulla sicurezza e la privacy.
“La migrazione verso Equinix rappresenta un passo strategico nel nostro percorso di internazionalizzazione e di miglioramento continuo del servizio. Insieme a Equinix e Zenith stiamo elevando gli standard di performance, disponibilità e cybersecurity, garantendo al tempo stesso ai nostri clienti la possibilità di operare nei Paesi in cui vigono specifici vincoli di data residency” ha commentato Carlo Stefanelli, CTO di Targa Telematics.
Gruppo Zenit, partner strategico grazie alle competenze specialistiche a supporto della migrazione infrastrutturale
Il progetto di migrazione è stato realizzato con il supporto di Gruppo Zenit, Managed Service Provider, partner da lungo tempo di Targa Telematics, che ha seguito l’azienda dalla definizione dell’architettura target alla gestione della migrazione, fino al monitoraggio continuo degli ambienti. Grazie a un’analisi strutturata dei workload e a strategie di migrazione a caldo, il passaggio è avvenuto minimizzando il downtime e garantendo piena business continuity. Oggi Gruppo Zenit assicura un presidio H24/7 con servizi di monitoring infrastrutturale e applicativo, NOC, incident management, patching, backup e continuità operativa.
25 Febbraio 2026
Sfida continua
25 Febbraio 2026
Apre in rosso il mercato auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK)
Vendite auto: -3,5% su gennaio 2025, -21,6% su gennaio 2019
Dopo aver chiuso il 2025 con una crescita delle immatricolazioni del 2,4%, ma con un calo del 16% sui livelli ante-crisi da pandemia, il mercato dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) apre in rosso il 2026. Le immatricolazioni in gennaio sono state 961.382 con cali del 3,5% rispetto a gennaio 2025 e di ben il 21,6% rispetto al gennaio del 2019, che è l’anno che ha preceduto la pandemia. E ciò mentre nel resto del mondo le immatricolazioni hanno da tempo ampiamente superato il livello del 2019.
La ragione della persistente crisi del mercato dell’auto dell’Unione Europea è ben nota. Si tratta della politica per la transizione energetica varata dall’UE che ha fortemente penalizzato l’industria europea dell’auto e con l’industria anche l’economia dell’Unione e i livelli occupazionali. Come è noto, il 16 dicembre l’Unione Europea ha comunicato una lieve attenuazione del rigore ecologista, ma per recuperare il terreno perduto rispetto al resto del mondo le misure annunciate non sono certo sufficienti.
Tornando ai dati di gennaio, tra i cinque maggiori mercati dell’area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati migliori (si fa per dire) si sono avuti invece per l’Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019), per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019). L’aspetto più grave di questa situazione è naturalmente il fatto che per i mercati dell’Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano.
Per perseguirlo – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell’auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati resi noti dall’ACEA, nel 2024 la quota delle auto elettriche nel parco circolante di autovetture dei paesi dell’Unione era pari al 2,3%, un’inezia. Indubbiamente nel 2025 si è registrata una accelerazione nella transizione energetica perché la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni è passata dal 18,8% del 2024 al 26,3% del 2025, ma per poter dire che l’auto elettrica è una realtà significativa ci vuole altro.
Fonte: Centro Studi Promotor
24 Febbraio 2026
Cresce il numero di frodi da parte di finti operatori di noleggio
Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Il Mattino, Leggo, Economy Magazine, Radiocor de Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana, Tecnoandroid, Il Gazzettino, Quindi, Corriere Adriatico, Quotidiano di Puglia, Padova News, Mi-Tomorrow, L’Unione Sarda, ItalyPost, Adriaeco
24 Febbraio 2026
Teofilatto: “così la stretta fiscale colpisce i redditi medio-bassi”
ItalyPost
23 Febbraio 2026
Folonari (ANIASA): “aggiornare norme e fiscalità”
Interauto News
20 Febbraio 2026
Immatricolazioni a noleggio al 30%
Tg5
20 Febbraio 2026
Autonoleggio, attenzione alle truffe online
la Repubblica, Il Messaggero, Il Mattino, Leggo, Motori online, Corriere Adriatico, Consumayori.it, Specchio Economico, Il Broker, Interauto News, AgenParl, Mondo Motori, Il Gazzettino, Moveo, Quality Travel, Qui Finanza
20 Febbraio 2026
Targa Telematics: medaglia d’oro Ecovadis e ESG Transparency Award per l’eccellenza nella rendicontazione di sostenibilità
Highlights
• Solo il 5% delle aziende valutate ottiene la medaglia d’oro;
• Targa Telematics è al 97° percentile dello scoring;
• Migliorati tutti i parametri presi in esame dalla metodologia EcoVadis;
• EUPD Research riconosce a Targa Telematics il Livello di Eccellenza dell’ESG Transparency Award per la trasparenza nella rendicontazione della sostenibilità
Targa Telematics – uno dei principali player globali nel campo dell’AIoT (Artificial Intelligence of Things) nello sviluppo di soluzioni e piattaforme digitali per la mobilità connessa – scala il rating di sostenibilità aziendale (ESG) realizzato da EcoVadis e ottiene la medaglia d’oro.
Solo il 5% delle aziende valutate raggiunge questo risultato, che implica l’ottenimento dei punteggi migliori nella responsabilità sociale d’impresa negli ultimi 12 mesi e il superamento del 95° percentile dello scoring: Targa Telematics ha raggiunto il 97° percentile.
“Il riconoscimento di EcoVadis rappresenta una conferma concreta del percorso che Targa Telematics ha intrapreso per integrare la sostenibilità in tutte le proprie attività. Essere tra il top 5% delle aziende valutate a livello globale rafforza il nostro ruolo di partner affidabile per clienti e grandi organizzazioni che operano in contesti internazionali sempre più attenti ai criteri ESG.” ha commentato Elena Bellini – Head of Marketing di Targa Telematics.
EcoVadis è una piattaforma internazionale che fornisce rating di sostenibilità aziendale (ESG) basati su valutazioni di esperti, analizzando le performance ambientali, sociali, etiche e di acquisto sostenibile lungo la catena di fornitura delle aziende. La sua metodologia prevede una scrupolosa e attenta analisi di numerosi parametri, mentre il suo database vanta oltre 150.000 aziende valutate e oltre 2 milioni di dati esterni analizzati
Migliorati tutti i parametri e riconoscimento per la trasparenza della rendicontazione
Rispetto all’ultima valutazione, Targa Telematics ha migliorato i propri risultati in tutte le categorie prese in esame, con un progresso particolarmente significativo nell’area dell’etica e dell’approvvigionamento sostenibile, dove ha incrementato il suo punteggio di oltre 20 punti.
Il risultato è frutto di un percorso strutturato di miglioramento continuo, basato sull’adozione delle raccomandazioni di EcoVadis e sull’impegno a promuovere, lungo tutta la catena del valore, pratiche di sostenibilità concrete, sostenibili e condivisa con clienti e partner.
Inoltre, Targa Telematics è stata premiata con l’ESG Transparency Award da EUPD Research, istituto indipendente di ricerche di mercato focalizzato sulla trasparenza ESG e sulla rendicontazione della sostenibilità. Il riconoscimento valorizza l’eccellenza, la completezza e la chiarezza della rendicontazione pubblica in ambito ESG, evidenziando l’elevato livello di trasparenza e responsabilità dimostrato dall’azienda nei confronti degli stakeholder.
L’impegno sulla sostenibilità
Gli obiettivi raggiunti da Targa Telematics in ambito ESG sono ben evidenziati anche nel terzo Report di Sostenibilità, pubblicato dalla società a fine 2025, che evidenzia anche le iniziative più recenti a sostegno del Piano di Azione. Un percorso che integra le scelte di investimento e le attività aziendali con l’obiettivo di generare impatti positivi, concreti e misurabili nel tempo.
Truffe nel noleggio auto online: come riconoscere e difendersi prima di perdere soldi
19 Febbraio 2026
L’auto? La noleggio
19 Febbraio 2026ANIASA 19 febbraio 2026
19 Febbraio 2026
DA ANIASA l’allarme sulle truffe delle finte società di autonoleggio
la Repubblica, Il Messaggero, La Stampa, ANSA, Il Mattino, Leggo, Adn Kronos, Askanews, Quattroruote, Affari Italiani, Magazine-Italia, MotoriNoLimits, Sicurauto, Travel for Business, AgenParl, Leggo, Libero Quotidiano, Motori online, Corriere Adriatico, MSN, Quotidiano di Puglia, NotizieDi, Parts Web, Public Now, Business Mobility Travel, Il Gazzettino, Quotidiano.net, Corriere Adriatico, Economy Magazine, Fleet Magazine, Foglie Viaggi, Cronache di Milano, Grip Detective, HD Motori, Gazzetta Matin, Help Consumatori, Investimenti News, Il Corriere di Firenze
18 Febbraio 2026
Legge di Bilancio 2026: buono pasto elettronico esentasse a 10€. Più opportunità e crescita per le imprese
La Legge di Bilancio 2026 introduce novità rilevanti sul fronte dei benefit aziendali, confermando il ruolo di questi strumenti come leva fondamentale per la competitività delle imprese e il benessere delle persone.
Tra le principali misure, spicca l’aumento della soglia di esenzione fiscale del singolo buono pasto elettronico, maturato al giorno per persona, che passa da 8€ a 10€. Si tratta di un’opportunità strategica per le aziende, che permette di ottimizzare il costo del lavoro e supportare il potere d’acquisto dei dipendenti, in un periodo di forte inflazione.
Per i Fringe Benefit, soglie di esenzione fiscale confermate fino al 2027
Accanto a queste novità sui buoni pasto, resta valido quanto già previsto dalla Legge di Bilancio 2025 in materia di Fringe Benefit (categoria a cui appartengono i Buoni Acquisto): per l’anno in corso e fino al 2027, le soglie di esenzione fiscale sono 1.000€ all’anno per tutti i dipendenti e 2.000€ per chi ha figli a carico.
La convenzione con Edenred riservata agli Associati ANIASA
ANIASA ha stretto un’importante partnership con Edenred, leader nel settore degli employee benefit. Questo accordo consente agli Associati di accedere, con condizioni dedicate, a soluzioni pensate per favorire la crescita aziendale e contribuire al tempo stesso alla retention e attraction dei talenti:
• TICKET RESTAURANT®
Il buono pasto più diffuso e accettato, per ogni occasione: spesa in supermercati e discount, mercati di quartiere, pausa pranzo, food delivery, ordini online e take-away. Disponibile con app (utilizzabile anche per i Buoni Acquisto), carta ricaricabile e voucher cartaceo.
• BUONO ACQUISTO
Soddisfa ogni desiderio per le spese di tutti i giorni, il carburante e lo shopping, dai grandi brand ai negozi di quartiere, garantendo la massima libertà di scelta, in tantissime categorie: fashion, pet care, tech, beauty, casa, sport e molto altro. È accessibile con app, voucher digitale o cartaceo.
• WELFARE AZIENDALE
Soluzioni welfare su misura delle aziende, per rispondere ad ogni esigenza.
La Piattaforma dedicata ANIASA, disponibile anche da App,
consente ai dipendenti di usufruire di tutti i benefit:
- BUONI ACQUISTO, VOUCHER WELFARE e PARTNER ONLINE
Un’ampia rete di strutture convenzionate in Italia e online per i servizi welfare e i Buoni Acquisto. I Voucher per i servizi welfare sono utilizzabili per la salute, la formazione, la cura dei familiari, ma anche sport, tempo libero e molto altro. La rete è in continua espansione e se l’operatore d’interesse non è presente in piattaforma, è possibile richiederne il convenzionamento.
- PREVIDENZA ASTRI
- Possibilità di integrare anche la conversione del Premio di Risultato.
L’accordo prevede, inoltre, uno sconto del 10% dal listino Edenred per le piattaforme personalizzate.
17 Febbraio 2026
ANIASA lancia l’allarme e spiega come difendersi dalle truffe da parte di finte società di autonoleggio
L’Associazione dell’autonoleggio mette in guardia i consumatori sul crescente numero di raggiri che nascono online e fornisce consigli utili per evitare situazioni a rischio.
Roma, 17 febbraio 2026 – Anche l’autonoleggio registra il fenomeno delle truffe ai danni dei clienti da parte di finti operatori del settore che offrono servizi inesistenti.
A lanciare l’allarme è ANIASA – Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing Mobility e Automotive Digital – che invita i consumatori a prestare la massima attenzione e a seguire alcune semplici regole per evitare brutte sorprese.
Secondo quanto rilevato dall’Associazione, si sta registrando un aumento delle frodi messe in atto da organizzazioni criminali che si spacciano per società di noleggio auto o per agenzie intermediarie di servizi di autonoleggio, incassando pagamenti per servizi inesistenti.
Come funziona la truffa
Il raggiro inizia, come per altri settori dei servizi, online. Gli utenti che cercano soluzioni di noleggio auto a breve termine tramite motori di ricerca vengono indirizzati verso annunci sponsorizzati fraudolenti, costruiti utilizzando parole chiave molto simili a quelle dei marchi ufficiali del settore. Dopo un primo contatto telefonico, la conversazione viene spostata su WhatsApp, dove falsi operatori inviano preventivi e richiedono il pagamento anticipato dell’intero noleggio, spesso accompagnato da un deposito cauzionale. I versamenti vengono richiesti tramite bonifico bancario – il più delle volte da eseguirsi in forma istantanea –, in massima parte a favore di persone fisiche; altre volte i clienti vengono invitati a effettuare pagamenti presso punti “Tabacchi” attraverso l’invio di cosiddetti “Codici QR”.
La truffa emerge solo in un secondo momento: il cliente non riceve più risposte oppure si presenta presso la sede della società di noleggio, scoprendo che non esiste alcuna prenotazione a suo nome.
Come riconoscere un contatto autentico
ANIASA ricorda che i contatti ufficiali delle società di autonoleggio sono esclusivamente quelli presenti sui siti istituzionali delle aziende. In particolare:
• le comunicazioni via email provengono solo da indirizzi con dominio aziendale ufficiale (es. @nomedellazienda.it);
• i veri operatori delle società di autonoleggio utilizzano esclusivamente numeri di telefono pubblicati sui siti ufficiali;
• le prenotazioni vengono sempre formalizzate tramite email ufficiali e mai tramite WhatsApp, telefonate o altri canali informali.
Particolare attenzione va riservata quando si agisce sui canali di broker.
Attenzione ai segnali di rischio
Le società di autonoleggio utilizzano esclusivamente carte di credito o di debito indicate nei rispettivi siti ufficiali. Non ricorrono a social network o piattaforme di messaggistica per gestire prenotazioni o pagamenti. Tutte le comunicazioni avvengono tramite email aziendali ufficiali, a garanzia della massima tutela per il cliente.
È molto probabile trovarsi davanti a una truffa quando viene richiesto di:
• effettuare o completare pagamenti attraverso chat private, WhatsApp o altri sistemi di messaggistica;
• versare anticipi o caparre su conti personali, carte prepagate o sistemi di pagamento non tracciabili;
• effettuare bonifici bancari per prenotazioni prepagate;
Cosa fare in caso di dubbi
Se si sospetta di trovarsi in una situazione potenzialmente fraudolenta, ANIASA consiglia di:
• verificare sempre le informazioni sul sito ufficiale della società o contattare direttamente l’azienda tramite i recapiti presenti nella sezione “Contatti”;
• non fornire mai dati sensibili come PIN, CVV, OTP o password tramite telefono o email non verificati;
• segnalare tempestivamente eventuali tentativi di truffa al servizio clienti dell’azienda.
17 Febbraio 2026
Ciclone Harry, Confindustria apre un conto dedicato per sostenere i territori colpiti
Confindustria rafforza il proprio impegno a sostegno delle popolazioni e dei territori colpiti dal ciclone Harry, attivando – in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile – un conto corrente dedicato esclusivamente alla raccolta fondi per l’emergenza.
L’intero ammontare delle donazioni sarà versato nelle contabilità speciali dei Commissari Delegati delle Regioni interessate. Le risorse raccolte saranno poi destinate, sulla base di un’apposita ordinanza della Protezione Civile, al finanziamento di interventi infrastrutturali urgenti. Tra le priorità individuate rientra anche il ripristino dei moli di attracco delle isole minori, gravemente danneggiati dal ciclone e fondamentali per garantire collegamenti, approvvigionamenti e ripresa delle attività economiche locali.
L’iniziativa di Confindustria punta a mobilitare il sistema associativo e le imprese su tutto il territorio nazionale, rafforzando la rete di solidarietà a sostegno delle comunità colpite e delle realtà produttive danneggiate.
Il termine ultimo per effettuare le donazioni – fiscalmente deducibili – è fissato al 31 maggio 2026.
Di seguito i riferimenti del conto,
Intestazione conto: Confindustria Donazioni Emergenze
IBAN: IT66L0103003374000001320620
BIC: PASCITM1A33
16 Febbraio 2026
A ottobre E-Tech Europe 2026, la mostra-convegno delle batterie avanzate e delle tecnologie per i veicoli elettrici e ibridi
L’evento tornerà a BolognaFiere nell’ambito di Urban Tech
La quinta edizione di E-Tech Europe, la manifestazione internazionale dedicata alle batterie avanzate e alle tecnologie innovative per la produzione e il riciclo di veicoli elettrici e ibridi per i settori automotive, trasporti e industriale, si svolgerà dal 7 al 9 ottobre 2026, per la prima volta in autunno, a BolognaFiere.
L’evento riunisce i principali attori dell’intera filiera del settore, che presenteranno le ultime innovazioni nel campo dell’elettrificazione. Tra queste, solo per citarne alcune, motori elettrici innovativi, batterie di nuova generazione, inverter, Battery Management System (BMS), Software Defined Vehicles (SDV), Advanced Driver Assistance Systems (ADAS), Electric Vehicle Communication Controller (EVCC), Advanced Safety & Security, materiali per la produzione di celle per batterie, materiali compositi, additive manufacturing, strumentazione e macchine per test, elettronica di potenza, software, hardware, sensori, AI, automazione e robotica, sistemi di ricarica rapidi e completi per l’elettrificazione dei veicoli.
La manifestazione offrirà numerose opportunità di networking per connettersi con fornitori, partner strategici e decision-maker del settore. Nel 2025, E-Tech Europe ha registrato oltre 150 espositori provenienti da 20 paesi, tra cui Francia, Germania, Belgio, Austria, Svizzera, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Israele, India, Stati Uniti, Cina e Singapore. Nel suo ambito si sono svolte 16 sessioni congressuali, con l’intervento di 50 qualificati relatori, rivelandosi un’occasione unica per esplorare visioni strategiche e confrontarsi sulle nuove tecnologie per il futuro della mobilità elettrica.
La prossima edizione, che avrà come sempre il supporto delle principali associazioni di settore, vedrà il coinvolgimento di startup, università e istituti di ricerca che contribuiranno a rendere l’evento il punto di riferimento di un comparto con grandi potenzialità. Nel 2025, ad esempio, secondo l’associazione per la promozione della mobilità elettrica Motus-E, in Italia sono state immatricolate 94.230 vetture full electric, con una crescita del 46,1% rispetto all’anno precedente e una quota di mercato che dal 4% è salita al 6,2%.
Nell’ambito di E-Tech Europe 2026, giovedì 8 ottobre si svolgerà la seconda edizione del Battery Day, la conferenza internazionale sull’industria delle batterie in Italia organizzata in collaborazione con Battery Industry, il portale di riferimento del settore. Sarà un’importante opportunità di confronto e aggiornamento sulle soluzioni tecnologiche per lo sviluppo dell’industria del trasporto elettrico, con la partecipazione dei principali protagonisti italiani ed europei del comparto.
E-Tech Europe 2026 si terrà nell’ambito di Urban Tech 2026 - The Urban Technology Show, il nuovo evento dedicato a e-mobility, traffic, commuting, security, tlc & data ed environment. È il primo hub fieristico europeo sulla gestione intelligente delle città, degli agglomerati urbani, delle comunità urbane e dei territori per affrontare e trovare soluzioni a mobilità, traffico, pendolarismo, infrastrutture, sicurezza, innovazione, digitalizzazione, telecomunicazioni, connettività, risorse, energia, sostenibilità e ambiente.
Urban Tech 2026 è composto da diversi saloni e conferenze internazionali quali, oltre a E-Tech Europe 2026, E-Charge 2026 (industria e del mercato della ricarica EV, colonnine e stazioni di ricarica, tecnologie, infrastrutture e servizi); Traffic 2026 (gestione del traffico, infrastrutture, sicurezza e controlli, smart roads e smart cities, mobilità intelligente, soluzioni per il parcheggio, trasporto pubblico e collettivo); Wireless & Towers 2026 (torri di trasmissione, infrastrutture, tecnologie e attrezzature per telecomunicazioni, broadcasting, satcom, settori della sicurezza, smart cities e territorio); Urban Security 2026 (tecnologie, sistemi, prodotti, soluzioni e servizi per i professionisti della security e della safety).
In contemporanea si terranno anche Asphaltica 2026 (pavimentazione e costruzione stradale, organizzata da Siteb) e Saie 2026 (edilizia e costruzioni, organizzata da Senaf).
“In un periodo in cui si discute dell’esigenza di arrivare a una mobilità davvero sostenibile, E-Tech Europe si propone come evento per offrire un panorama completo delle soluzioni più innovative nell’ambito delle batterie e delle tecnologie per i veicoli elettrici – dichiara Marco Pinetti, direttore di A151 srl, la società che organizza l’evento – La contemporaneità con altre fiere consentirà anche di creare forti sinergie per trovare soluzioni integrate alla gestione intelligente delle città e realizzare nuovi business”.
16 Febbraio 2026ANIASA rinnova il Consiglio Generale: Italo Folonari definisce la nuova governance tra conferme e nuovi ingressi
16 Febbraio 2026
ANIASA, mettiamo al centro le esigenze degli automobilisti
Affari e Finanza de la Repubblica
16 Febbraio 2026
Il consiglio generale ANIASA su Radio 24
Radio 24
13 Febbraio 2026Settore automotive, il motore dell’Italia: la rete di aziende che fabbricano il 19,5 del PIL
13 Febbraio 2026
Geotab contribuisce a ridurre i rischi per le flotte con la nuova dash cam GO Focus Pro basata sull’AI
GO Focus Pro offre una visibilità a 360 gradi e un sistema di rilevamento predittivo dei rischi per prevenire gli incidenti e favorire la sicurezza dei conducenti
Dietro ogni veicolo commerciale c’è un conducente che deve affrontare pressioni e preoccupazioni sempre maggiori in materia di sicurezza. Oggi, in occasione di Geotab Connect, Geotab Inc. ha annunciato l’ampliamento della famiglia GO Focus, con l’introduzione della nuova dash cam GO Focus Pro. La novità è stata sviluppata per supportare il settore dei trasporti in un momento critico: una ricerca condotta da Geotab ha evidenziato che, pur riconoscendo i vantaggi della video telematica per la propria sicurezza, in Europa il 99% dei conducenti di veicoli commerciali sta comunque lavorando con una pressione senza precedenti. Inoltre, altri recenti dati di Geotab mostrano che il 95% dei conducenti ritiene che i rischi stradali siano aumentati negli ultimi cinque anni, identificando lo stress da lavoro correlato come uno dei principali fattori di diminuzione della sicurezza stradale. Promuoverla è diventata altresì una vera e propria necessità aziendale se si pensa che, in termini economici, in Europa si stima che gli incidenti arrivino a costare 180 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 2% del PIL dell’UE. In questo contesto, gli insight basati sui dati sono quindi essenziali per proteggere sia i profitti dell’organizzazione, sia chi è al volante.
GO Focus Pro di Geotab affronta queste sfide combinando una visibilità completa a 360 gradi con un sistema di coaching basato sull’AI e su avvisi all’interno del veicolo. Se gli incidenti ad alto impatto possono avere gravi conseguenze dal punto di vista umano ed economico, quelli a bassa velocità, come le comuni manovre in retromarcia o di aggancio, causano invece danni evitabili, spesso dovuti a punti ciechi e visibilità limitata. GO Focus Pro consente di affrontare in modo proattivo sia i rischi critici per la sicurezza che quelli operativi, contribuendo a ridurre gli incidenti, a diminuire lo stress alla guida e supportando obiettivi di business più ampi.
“L’AI ha il massimo impatto quando aiuta a prevenire i rischi sul momento, non dopo che gli incidenti si sono verificati”, ha dichiarato Claude Hochreutiner, Principal Video Program Manager di Geotab. “GO Focus Pro porta l’intelligenza artificiale all’interno del veicolo in tempo reale, offrendo ai conducenti maggiore consapevolezza e consentendo alle flotte di adottare un approccio più proattivo alla sicurezza. Combinando una visibilità a 360 gradi con un’AI ad alta precisione, aiutiamo le aziende a proteggere i conducenti, a ridurre i rischi operativi e a contribuire a strade più sicure per tutti”.
GO Focus Pro: visibilità a 360 gradi
GO Focus Pro è integrata in modo nativo nella piattaforma MyGeotab e offre alle flotte la soluzione di video telematica per la sicurezza più completa disponibile, combinando una visibilità panoramica completa con modelli di AI avanzati e inferenza continua.
Le funzionalità principali includono:
o Visibilità a 360 gradi: supporto per un massimo di cinque telecamere ausiliarie resistenti alle intemperie, che garantiscono una copertura completa del veicolo, del conducente, del carico e dell’ambiente circostante, compresi i rimorchi.
o Funzionalità di sicurezza predittive basate sull’AI: rilevamento delle violazioni dei semafori, avvisi di collisione frontale e rilevamento degli utenti della strada vulnerabili nei punti ciechi, utilizzando modelli di AI su telecamere ausiliarie esterne.
o Scoring del conducente: un sistema di punteggio automatizzato che aiuta a identificare infrazioni ripetute e comportamenti rischiosi, come l’uso del cellulare, o la stanchezza, per dare priorità alla formazione e insegnare a riconoscere la guida sicura.
o Smart Sequence™: una visualizzazione semplificata e ad alto valore informativo degli eventi più importanti relativi alla flotta, che riduce i dati ridondanti e minimizza la necessità di revisione.
o Coaching e sessioni automatizzati: gli avvisi audio in tempo reale all’interno del veicolo consentono ai conducenti un’autocorrezione immediata, mentre i fleet manager possono assegnare e monitorare le sessioni di coaching direttamente all’interno della piattaforma.
o Assegnazione del conducente tramite AI: identificazione automatica del conducente alla guida tramite le schede RFID/NFC esistenti o il riconoscimento facciale, per semplificare i processi amministrativi e migliorare l’accuratezza dei dati.
o Monitoraggio della retromarcia a latenza zero: un feed video istantaneo e privo di latenza che supporta la retromarcia, l’aggancio e altre manovre a bassa velocità, oltre a fornire visibilità sui punti ciechi.
o Nessuna necessità di revisione sistematica da parte di operatori umani: a differenza di molte alternative presenti sul mercato, GO Focus Pro utilizza un processo completamente basato sull’AI, senza che si rendano necessarie revisioni sistematiche da parte di operatori umani situati in parti diverse del mondo.
Grazie a una copertura video completa a 360 gradi e all’AI predittiva, GO Focus Pro offre alle flotte la visibilità e le informazioni necessarie per proteggere i conducenti, i veicoli e le comunità in cui operano. La soluzione accelera le indagini sugli incidenti, aiuta a difendersi da richieste di risarcimento ingiustificate e consente ai conducenti di autocorreggersi prima che si verifichino eventi ad alto impatto, riducendo le collisioni, i tempi di inattività e i costi operativi complessivi.
La famiglia di dash cam basate sull’AI GO Focus™ di Geotab
GO Focus Pro completa la famiglia di dash cam basate sull’AI GO Focus™ di Geotab, che comprende anche GO Focus, GO Focus Plus e una suite di telecamere ausiliarie compatibili. Nel suo insieme, il portafoglio offre alle flotte la flessibilità necessaria per implementare il giusto livello di video telematica su diversi tipi di veicoli, casi d’uso e profili di rischio, rispettando un flusso di lavoro semplificato e conforme al rispetto della privacy.
GO Focus Pro sarà disponibile in Nord America e nell’area EMEA nel secondo trimestre 2026, con un successivo rollout globale.
12 Febbraio 2026ANIASA 12 febbraio 2026
12 Febbraio 2026
Consiglio Generale ANIASA su ACI Radio
ACI Radio
11 Febbraio 2026
Il nuovo Consiglio Generale
Il Messaggero, Il Mattino, Leggo, Il Gazzettino, Quotidiano di Pugli, Corriere Adriatico, Il Broker, Auto Aziendali Magazine, Intermedia Channel, Adriaeco, Car Carrozzeria, Asefi Brokers
11 Febbraio 2026Giri di poltrona
10 Febbraio 2026
Al via il nuovo Consiglio Generale ANIASA
Quattroruote, ANSA, la Repubblica, La Stampa, Adn Kronos, LaPresse, Affari Italiani, Il Secolo xix, Motori online, Quality Travel, Il Broker, MSN, Public Now, Teleborsa, Tiscali, AgenParl, Click Mobility, FerPress, Autolink News, Fleetime, Fleet Magazine, Il Giornale dell’Aftermarket, IoCarrozziere, Mission online, Motori 360, Telenord
10 Febbraio 2026
Al via il nuovo Consiglio Generale ANIASA
“Obiettivo dei prossimi quattro anni: rendere il ruolo strategico della mobilità pay-per-use ancora più riconosciuto dalle Istituzioni”.
Diverse le novità, con gli ingressi di Rita Rossi, Raffaella Tavazza e Marco Girelli.
Roma, 9 febbraio 2026 – Si completa la squadra del Consiglio Generale di ANIASA che guiderà l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio, Sharing mobility e Automotive digital per il prossimo quadriennio.
Nel segno della continuità degli obiettivi, ma con importanti elementi di rinnovamento, il Presidente Italo Folonari (AD di Mercury) ha definito un assetto che rafforza competenze, rappresentatività e capacità di presidio dei principali temi strategici del settore. Tra le novità, gli ingressi in Consiglio di Raffaella Tavazza (CEO del Gruppo Locauto) e di Rita Rossi (General Manager Italy di Avis Budget Group) per la sezione breve termine, di Marco Girelli (CEO – Presidente e AD di Alphabet Italia) per il lungo termine e di Giovanni Maggiore (CEO di Fair Connect) per comparto della Digital Automotive.
Accanto ai nuovi ingressi, vengono confermate figure di comprovata esperienza associativa, quali Dario Casiraghi (Direttore Generale di Arval) e Philippe Valigny (Country Managing Director Ayvens Italia) in rappresentanza del long term, Massimiliano Archiapatti (Vice President Field Operations Europe - Hertz) e Stefano Gargiulo (Managing Director di Europcar Mobility Group Italy) per il rent-a-car ed Enrico Colombo (Direttore Generale di Aci Global Servizi) in rappresentanza dei servizi automobilistici.
Il Presidente Italo Folonari al termine della riunione di insediamento del nuovo Consiglio Generale ha commentato con soddisfazione l’avvio dei lavori: “Ringrazio i Vice Presidenti e i Consiglieri per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati. Sono certo che, grazie alle deleghe specifiche assegnate e alle loro competenze, ANIASA potrà operare in modo ancora più efficace e continuativo su tutti i temi centrali del comparto, contribuendo nei prossimi anni a rendere la mobilità pay-per-use sempre più strategica per il nostro Paese e maggiormente tutelata dalle istituzioni”.
09 Febbraio 2026
ACI: gennaio 2026 usato in calo
Auto: -6,8%
Moto: -11,1%
Radiazioni: diminuiscono auto (-6,9%) e moto (-5,6%)
Segno negativo, a gennaio 2026, per il mercato italiano dei veicoli di seconda mano. I passaggi di proprietà delle quattro ruote, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno fatto registrare una flessione del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2025, che si riduce al -2,1% considerando la media giornaliera. In valori assoluti, le pratiche sono state 258.878, contro le 277.767 di gennaio 2025.
Ancora più marcato il calo per i passaggi di proprietà dei motocicli che, sempre al netto delle minivolture, hanno chiuso il mese con una contrazione dell’11,1% rispetto a gennaio 2025 (-6,6% la variazione giornaliera): 35.034 le pratiche, contro le 39.390 dello stesso mese dell’anno precedente.
Nel complesso, i trasferimenti netti di proprietà per tutti i veicoli hanno registrato a gennaio una diminuzione del 7,3% rispetto a gennaio 2025, che diventa -2,7% a parità di giornate lavorative, con un totale di 336.343 formalità (contro le 362.929 del gennaio 2025).
Nel mese di gennaio, per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 203 usate, confermando come i passaggi netti di proprietà delle autovetture continuino a essere oltre il doppio delle nuove iscrizioni.
I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.gov.it.
RADIAZIONI: IN DIMINUZIONE AUTO (-6,9%) E MOTO (-5,6%)
In calo, a gennaio 2026, anche il settore delle radiazioni. Le autovetture hanno registrato un decremento del 6,9% rispetto al corrispondente mese del 2025, con 97.446 pratiche contro le 104.664 di gennaio 2025. Il tasso unitario di sostituzione si è attestato a 0,77, con 77 auto radiate ogni 100 nuove immatricolate.
Diminuiscono anche le radiazioni dei motocicli, che segnano una flessione del 5,6%, con 8.621 operazioni a fronte delle 9.131 di gennaio 2025. Per tutti i veicoli, infine, il calo complessivo è stato del 7,6%, con 115.518 radiazioni rispetto alle 125.058 dello stesso mese dello scorso anno.
Tenendo conto della giornata lavorativa in meno di gennaio 2026 rispetto a gennaio 2025, le variazioni migliorano e risultano pari a -2,2% per le autovetture, -0,9% per i motocicli e -3,0% per tutti i veicoli.
ALIMENTAZIONI
Nel mercato dell’usato continuano a prevalere le alimentazioni tradizionali (diesel e benzina). A gennaio 2026 la quota dell’ibrido a benzina si è attestata al 10,2%, con una crescita del 17,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le autovetture elettriche rappresentano ancora una quota contenuta del mercato dell’usato (1,1%), pur avendo registrato un incremento del 23,8%.
Nei minipassaggi si conferma la prevalenza delle auto diesel, che a gennaio detengono il 41,1% della quota, in diminuzione rispetto al 45,2% di gennaio 2025. Le autovetture ibride a benzina raggiungono una quota del 13,8%, con una crescita del 22,1%, quota superiore a quella delle auto a GPL, ferme al 7,2%. In aumento anche le minivolture delle auto ibride a gasolio (+18,8%), con una quota pari al 3,3%. Le auto elettriche nei minipassaggi raggiungono l’1,8% del totale, con una crescita del 41,8%.
ANZIANITÀ AUTO USATE: 20-29 anni = 18,1%; 30+ = 3,2%
Per quanto riguarda l’anzianità delle auto usate, quelle con età compresa tra i 20 e i 29 anni hanno rappresentato a gennaio 2026 il 18,1% dei passaggi di proprietà al netto delle minivolture (contro il 15,9% di gennaio 2025), mentre le vetture con oltre 30 anni hanno inciso per il 3,2% (dal 2,8% del gennaio precedente). Si conferma, pertanto, l’aumento della quota di veicoli usati più anziani.
06 Febbraio 2026
Una condivisione poco sostenibile
Quattroruote
05 Febbraio 2026
Targa Telematics domina il Fleet Management Europeo: leader per il terzo anno consecutivo
Highlights
• Con circa 900.000 veicoli gestiti– e per la terza volta consecutiva- Berg Insight posiziona Targa Telematics come primo player assoluto in Europa;
• La piattaforma digitale scalabile, aperta e hardware agnostic di Targa Telematics integra dati provenienti da diversi device e OEM;
• L’introduzione di modelli di Agentic AI supporta le decisioni operative dei fleet manager.
Con circa 900.000 veicoli connessi a fine 2024, Targa Telematics – uno dei principali player globali nel campo dell’AIoT (Artificial Intelligence of Things) nello sviluppo di soluzioni e piattaforme digitali per la mobilità connessa - guida il mercato europeo delle soluzioni digitali per la gestione delle flotte.
A dirlo è Berg Insight, tra i principali analisti indipendenti a livello internazionale, che nel report Fleet Management in Europe posiziona la società al primo posto assoluto in Europa per numero di veicoli connessi alla propria piattaforma.
Secondo Berg Insight, il mercato europeo del Fleet Management è destinato a una crescita senza precedenti: i sistemi attivi passeranno da 18,1 milioni nel 2024 a 30,5 milioni entro il 2029, con un tasso di penetrazione che raggiungerà il 42,8%. In questo scenario di forte espansione, Targa Telematics si conferma leader europeo del Fleet Management per il terzo anno consecutivo e tra i principali protagonisti della trasformazione digitale della mobilità europea.
La piattaforma è il punto di forza
La leadership di Targa Telematics si fonda su una piattaforma digitale scalabile, aperta e hardware agnostic, capace di integrare dati provenienti da diversi device sia proprietari, sia terze parti come quelli OEM, e di supportare la gestione di flotte multi brand e multi modello.
Il report evidenzia inoltre come l’acquisizione del Gruppo Viasat abbia rappresentato un acceleratore strategico decisivo, rafforzando ulteriormente la presenza internazionale della società e portando il numero complessivo di asset connessi a oltre 4 milioni a livello globale.
Le soluzioni di Fleet Management di Targa Telematics consentono alle aziende di ridurre drasticamente le inefficienze operative, migliorare la sicurezza di driver e veicoli, ottimizzare i costi e prendere decisioni rapide e misurabili basate sui dati affidabili. Un approccio che semplifica l’attività dei Fleet Manager, supportandoli nel passaggio dal dato all’azione, rendendo la mobilità aziendale più efficiente, competitiva e sostenibile.
L’integrazione di modelli di Agentic AI
In questa direzione, Targa Telematics sta integrando modelli di Agentic AI nelle proprie piattaforme, segnando un’evoluzione verso soluzioni di Fleet Management in cui l’Intelligenza Artificiale non si limita all’analisi dei dati, ma interviene attivamente a supporto delle decisioni operative, anticipando e risolvendo alcune criticità e proponendo azioni concrete per ottimizzare la gestione delle flotte.
Un approccio che consente ai fleet manager di passare da una gestione reattiva a una gestione sempre più proattiva, automatizzata e orientata alle performance, focalizzandosi sulle maggiori criticità, in linea con le esigenze di una mobilità aziendale in continua trasformazione.
05 Febbraio 2026
ANIASA segnala truffe a danno dei consumatori del noleggio a breve termine
ANIASA segnala, a tutela dei consumatori, una problematica sempre più ricorrente che sta emergendo negli ultimi mesi a danno dei clienti dell’autonoleggio.
Nello specifico, accade che gli utenti, cercando alcuni brand del mondo dell’autonoleggio su Google, vengano indirizzati verso annunci sponsorizzati fraudolenti che utilizzano parole chiave simili a quelle ufficiali dei suddetti Brand.
A seguito di un primo contatto telefonico tramite i numeri indicati in tali annunci, la conversazione prosegue su WhatsApp, dove operatori che fingono di essere dipendenti della compagnia di autonoleggio individuata dal cliente, inviano preventivi richiedendo il pagamento del totale e di un deposito cauzionale tramite bonifico bancario spesso in favore di persone fisiche.
Il cliente scopre purtroppo la truffa solo successivamente, non ricevendo più notizie dai canali fraudolenti o recandosi direttamente presso gli uffici di noleggio, dove non risulta alcuna prenotazione a nome del cliente in questione.
Al fine di garantire un’esperienza di noleggio sicura, invitiamo a prestare la massima attenzione durante la fase di prenotazione.
05 Febbraio 2026ANIASA 5 febbraio 2026
05 Febbraio 2026
Verra Mobility e Locauto portano in Italia il pagamento elettronico dei pedaggi per chi noleggia un veicolo
Verra Mobility Corporation (NASDAQ: VRRM), fornitore di soluzioni tecnologiche per la smart mobility, e Locauto, azienda leader nel noleggio di auto e veicoli commerciali con oltre 110 uffici in tutta Italia, annunciano oggi una partnership per introdurre una soluzione di pagamento elettronico dei pedaggi destinata ai clienti in Italia.
Il programma consente ai conducenti di aderire al servizio al momento del noleggio, presso tutte le sedi Locauto, permettendo il pagamento automatico dei pedaggi in modalità elettronica. In questo modo, i clienti possono proseguire il viaggio evitando le code ai caselli e senza la necessità di utilizzare contanti.Oltre al brand Locauto, il Gruppo opera anche i marchi Enterprise, National e Alamo, tramite un accordo di partnership esclusiva con Enterprise Mobility.
L’Italia gestisce una delle più estese reti stradali a pedaggio in Europa, con oltre 7.000 chilometri[1] e 35 autostrade a pedaggio che sostengono gli spostamenti su tutto il territorio nazionale. Con un mercato del noleggio auto in crescita di circa il 5% annuo[2], trainato da oltre 70 milioni di visitatori internazionali[3], aumenta la domanda di soluzioni che semplifichino l’esperienza di guida e i pagamenti lungo il percorso.
“Con l’introduzione del pedaggio elettronico, i clienti Locauto possono accedere più facilmente alle corsie dedicate, con un’esperienza più semplice e più sicura lungo la rete stradale italiana,” ha dichiarato Tsjerk-Friso Roelfzema, Senior Vice President e General Manager di Verra Mobility Europe. “Come già avvenuto in altri mercati europei, il pedaggio elettronico riduce tempi e frustrazione per chi guida e risolve criticità operative per le società di noleggio.”
“Locauto è da sempre impegnata a offrire soluzioni che semplificano e migliorano l’esperienza di noleggio dei nostri clienti,” ha dichiarato Raffaella Tavazza, CEO di Locauto Group. “Abbiamo riconosciuto da subito il valore aggiunto della soluzione Verra Mobility e siamo felici di attivare questa partnership per portare un servizio concreto in tutte le nostre sedi in Italia.”
Verra Mobility offre soluzioni end to end per la gestione dei pedaggi e dei processi legati alle infrazioni, in Nord America e in Europa. L’azienda gestisce automaticamente oltre 300 milioni di transazioni di pedaggio ogni anno per più di sette milioni di veicoli a livello globale. Il software proprietario consente di associare il pedaggio alla targa del veicolo e al conducente, per la corretta gestione dell’addebito.
Verra Mobility collabora con concessionarie autostradali, autorità competenti e altri stakeholder per fornire servizi di gestione pedaggi e infrazioni in 15 Paesi europei.
05 Febbraio 2026
WAY 1996-2026: l’evoluzione della telematica come visione strategica e valore umano
Da trent’anni trasformiamo la telematica in intelligenza al servizio delle persone. Un ecosistema tecnologico solido dove l’innovazione non sostituisce l’uomo, ma ne potenzia la capacità di decidere e proteggere il business.
Trent’anni di orizzonti, un’unica visione.
Nel 2026, WAY celebra tre decenni di storia. Non è il traguardo di un’azienda tecnologica, ma l’evoluzione di un’idea: trasformare la complessità dei dati in semplicità operativa. Nati nel 1996 come pionieri della localizzazione, oggi siamo gli architetti di un ecosistema dove tecnologia e persone collaborano per definire nuovi standard di efficienza.
Oltre la tecnologia: l’innovazione come metodo
Per WAY, l’innovazione non è mai stata un fine, ma un mezzo per liberare il potenziale delle aziende. In questi 30 anni abbiamo costruito una leadership basata sulla concretezza.
• Centralità del dato (unica regia): WAY non si limita ad aggregare informazioni; le armonizza. Con la piattaforma WAY4Web, trasformiamo flussi di dati eterogenei in un linguaggio comune e coerente. Questa “unica regia” permette di eliminare gli errori manuali e la ridondanza, offrendo una visione d’insieme che è la base per ogni decisione strategica e operativa.
• Innovazione continua: da sempre consideriamo la ricerca e lo sviluppo fondamentali per la crescita e la creazione di valore. Nel corso degli anni siamo stati tra i primi a introdurre sul mercato soluzioni quali la trasmissione dati in tempo reale, l’acquisizione dati CAN, le piattaforme in cloud e la telelettura dei contatori fiscali. Oggi questa spinta prosegue con la videotelematica: con SideWAY, garantiamo il controllo dell’angolo cieco sui mezzi pesanti, mentre la nostra Dash Cam con opzione DSM assicura la protezione assicurativa e la sicurezza dell’autista nel pieno rispetto delle procedure privacy.
• Versatilità settoriale: la nostra forza risiede nella capacità di sviluppare architetture dedicate a specifiche esigenze di mercato, superando i limiti dei pacchetti standardizzati. Grazie a un’organizzazione agile e specializzata, progettiamo e sviluppiamo internamente hardware e software seguendo i più elevati standard operativi e di sicurezza informatica. Questo approccio integrato ci permette di modellare la tecnologia su processi complessi, garantendo un’intelligenza operativa su misura e la massima protezione del dato.
Il cuore dell’innovazione: il capitale umano
La tecnologia più avanzata è nulla senza la sensibilità di chi la progetta e la guida. In WAY, il fattore umano è la risorsa fondamentale.
• Uomo 4.0: è il nostro concept d’identità. Crediamo in una tecnologia che potenzia l’individuo, semplifica le decisioni e aumenta la sicurezza sul lavoro. Le nostre soluzioni sono progettate per essere strumenti di emancipazione professionale.
• 80 talenti al servizio del cliente: la nostra software house interna e i nostri consulenti sono il vero valore aggiunto. Dietro ogni algoritmo c’è un tecnico WAY che conosce le sfide dei nostri 2.500 clienti e lavora per risolverle.
• Responsabilità ed etica: essere innovatori significa anche essere garanti della privacy e della sovranità del dato. In un mondo interconnesso, proteggere le informazioni delle persone è il nostro impegno prioritario.
Dalla storia al futuro: un impegno continuo
“Trent’anni di WAY sono il racconto di una passione collettiva. Abbiamo attraversato epoche tecnologiche restando fedeli a un principio: la tecnologia deve generare valore reale per le persone che la usano. Non guardiamo al 2026 come a un punto d’arrivo, ma come alla base per i prossimi trent’anni di sfide.” – Massimo Marchetti, CEO di WAY.
Costruire il 2030 con radici solide
La solidità di WAY, certificata da partnership storiche con player come Olivetti (Gruppo TIM) e dai massimi standard ISO , rappresenta per le aziende la garanzia di un’innovazione concreta e priva di rischi. In un mercato in rapida trasformazione, la nostra storia trentennale è la prova di una stabilità che assicura continuità operativa. Non siamo semplici fornitori, ma partner strategici pronti a integrare intelligenza artificiale e analisi avanzate, restando sempre al fianco del cliente con l’uomo al comando della regia. Scegliere WAY significa investire in un legame tecnologico e umano destinato a durare nel tempo.
05 Febbraio 2026
CCNL ANIASA Autorimesse Noleggio – Scioglimento riserva accordo 9 dicembre 2025
Si informa che in data 31 gennaio u.s. le Segreterie Nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno sciolto, con esito positivo, la riserva sull’accordo di rinnovo del CCNL del 9 dicembre 2025.
Il comunicato sindacale riferisce che la decisione fa seguito alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore autonoleggio, gestione parcheggi e sosta e soccorso stradale, che ha registrato un’ampia partecipazione e un giudizio largamente positivo sui contenuti dell’intesa, avendo introdotto importanti novità in materia di diritti e tutele, tra cui l’inserimento della Sezione Appalti nel CCNL e nuovi strumenti a tutela della salute e della genitorialità ed interventi sul gender pay gap.
04 Febbraio 2026
Mobilità 2026: i trend secondo Geotab
Dai Certificati Bianchi alla guida autonoma, fino alla verticalizzazione dell’AI, l’innovazione apre la strada a valore, sostenibilità e sicurezza
Il nuovo anno si preannuncia come uno dei più trasformativi di sempre. L’Intelligenza Artificiale continuerà a estendersi in tutti i settori, diventando un elemento centrale anche per il mondo della mobilità. In un contesto in cui tecnologie avanzate, dati e automazione ridisegneranno processi e decisioni, Geotab lnc., leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi, ha identificato i trend che caratterizzeranno il settore della telematica per il 2026, evidenziando che per le aziende sarà fondamentale saper cavalcare l’innovazione per restare competitive e prepararsi alle nuove sfide della mobilità del futuro.
“Per l’Italia, il 2026 segnerà l’ingresso nella piena maturità digitale. Le organizzazioni che sapranno valorizzare i dati non più solo come semplici informazioni operative, ma come un vero ‘carburante’ capace di generare efficienza e valore saranno quelle pronte a guidare il mercato”, ha dichiarato Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab. “In un contesto economico complesso saranno proprio i dati, e la capacità di usarli in modo intelligente e misurabile, a fare la differenza tra chi subirà il cambiamento e chi saprà anticiparlo”.
I trend della mobilità per il 2026
1. L’Intelligenza Artificiale diventerà “l’uomo in più” nei processi aziendali
Nei prossimi mesi, si prevede che l’AI compirà un passo decisivo, passando da semplice strumento di consultazione a vero e proprio motore dei processi aziendali più importanti.
Gli Agenti AI di nuova generazione, infatti, saranno in grado di supportare le aziende come partner operativi, gestendo in autonomia attività complesse come la pianificazione della manutenzione o il coordinamento dei flussi logistici. Collegando informazioni provenienti da diversi dipartimenti, gli agenti garantiranno una visione integrata e completa sull’operatività, permettendo ai fleet manager di ridurre drasticamente il tempo dedicato al coordinamento manuale. Il risultato sarà una gestione più fluida, efficiente e predittiva delle flotte, capace di potenziare decisioni e performance, così da liberare risorse per attività a più alto valore strategico.
2. Certificati Bianchi: i veri asset della nuova “Economia Duale”
Nel 2026 ci si troverà a operare in un contesto in cui convivono segnali di recessione e nuove spinte espansive, secondo quella che molti definiscono “Economia Duale”. Guardando al settore della mobilità, se da un lato i costi (come quelli per il carburante, la manutenzione o assicurativi) continueranno a crescere, dall’altro i prezzi dei servizi non potranno aumentare nella stessa misura. In tale scenario, la capacità di proteggere i margini dipenderà sempre più dall’abilità di trasformare l’efficienza in valore.
Ecco allora che i Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica, ovvero strumenti negoziabili che attestano il risparmio di energia ottenuto tramite progetti e interventi di efficientamento energetico) emergeranno come un asset strategico, in grado di generare ricavi tangibili per le aziende che sapranno modernizzare le proprie operation.
Sulla base di modelli basati sull’etica, la mutualità e la trasparenza, le flotte potranno monetizzare i risparmi ottenuti tramite pratiche come l’ottimizzazione dei percorsi, la riduzione dei consumi, il corretto bilanciamento del carico trasportato e, progressivamente, l’elettrificazione dei veicoli. Anche i conducenti svolgeranno un ruolo chiave poiché, mettendo in atto abitudini di guida virtuose, potranno contribuire a ridurre l’impatto ambientale ed economico delle flotte stesse.
L’abilitatore di tale processo sarà la telematica avanzata, che fornirà dati affidabili e completi per certificare con precisione l’evoluzione delle performance delle flotte, validando ogni punto percentuale di risparmio energetico.
3. L’elettrificazione diventa intelligente e misurabile
La spinta all’elettrificazione continuerà anche nel 2026, ma in Italia il percorso resterà graduale, frenato da dubbi infrastrutturali che portano a interrogarsi sulla possibilità concreta di passare all’elettrico. Ancora una volta, la telematica diventerà lo strumento decisivo per sostenere la transizione: grazie a una pianificazione intelligente e basata sui dati, permetterà di superare la charge anxiety ottimizzando i cicli di ricarica, oltre a verificare l’effettiva sostenibilità economica del passaggio all’e mobility.
Nell’ambito delle flotte aziendali, inoltre, sono proprio i sistemi di monitoraggio basati sui dati a garantire il rispetto delle normative e degli obiettivi ambientali, permettendo per esempio di verificare che i veicoli siano effettivamente utilizzati in modalità elettrica.
L’elettrificazione rappresenta ormai una direzione segnata: chi saprà integrarla con sistemi avanzati di monitoraggio potrà non solo ridurre i costi energetici, ma anche generare nuovi ricavi, trasformando l’efficienza in valore.
4. L’anno della svolta per la sicurezza stradale
Quest’anno la sicurezza stradale diventerà un elemento centrale per le flotte italiane grazie all’entrata in vigore del Regolamento europeo GSR. Da luglio 2026, infatti, tutti i nuovi veicoli immatricolati dovranno integrare sistemi avanzati di avviso di distrazione del conducente (ADDW), basati su telecamere in grado di rilevare in tempo reale segnali di stanchezza o scarsa attenzione.
Un passo cruciale per aiutare l’Italia a recuperare terreno verso il target UE di dimezzare le vittime stradali entro il 2030, rispetto al 2019. Nel primo semestre 2025, infatti, le vittime sono diminuite del 14,6% rispetto allo stesso periodo del 2019: un miglioramento significativo, ma ancora lontano dal -50% richiesto (fonte: Istat).
Per i fleet manager, l’obbligo normativo si trasformerà, inoltre, in un’opportunità strategica: grazie alla video telematica, sarà possibile uniformare gli standard di sicurezza tra veicoli nuovi e veicoli già in uso, garantendo un livello di protezione omogeneo per l’intera flotta. L’integrazione di dash cam basate sull’AI, che offrono sistemi di analisi video e alert predittivi, permetterà di anticipare i rischi, ridurre le collisioni e rafforzare la cultura della sicurezza, trasformando la tecnologia in un alleato decisivo per la tutela di conducenti e aziende.
5. Il momento per gettare le basi della guida autonoma in Italia è arrivato
Pur non assistendo ancora a una diffusione massiva dell’autonomous driving, l’Italia sta iniziando a costruire oggi ciò che lo renderà possibile domani. A differenza di mercati più avanzati, come la Germania, il nostro Paese dovrà concentrarsi sulla creazione di un’infrastruttura digitale fondata su informazioni reali, pulite e contestualizzate. Le aziende inizieranno a raccogliere e strutturare dataset ad alta integrità legati alla sicurezza, alla manutenzione predittiva e alle condizioni operative delle flotte: elementi cruciali per abilitare un futuro in cui i veicoli potranno muoversi e gestirsi con crescente autonomia.
Nonostante l’intelligenza dei sistemi di bordo, però, va ricordato che le auto non si manuterranno da sole: serviranno piattaforme capaci di unire telemetria, analisi predittiva e automazione dei flussi, secondo i principi del cosiddetto “Autonomous Fleet Management”. Ed è qui che continuerà a entrare in gioco la telematica, in un ecosistema in cui i dati operativi di oggi si trasformeranno nell’infrastruttura intelligente di domani.
6. Verticalizzazione dell’AI, dalla gestione della catena del freddo all’ultimo miglio
Si tratta di un nuovo standard per la logistica italiana. Dopo i primi segnali del 2025, la richiesta di soluzioni specializzate accelererà soprattutto in due ambiti chiave: la catena del freddo (fondamentale per settori come food e pharma) e l’ultimo miglio, sempre più sotto pressione per effetto dell’e commerce, che continua a crescere in Italia con un ritmo sostenuto.
Grazie a sensori progettati per monitorare temperatura, umidità e integrità del carico in tempo reale, e a software basati sull’Intelligenza Artificiale capaci di adattarsi alle specificità operative, le aziende potranno garantire una cold chain certificata, anticipare anomalie e ridurre gli sprechi. Parallelamente, algoritmi di ottimizzazione dei percorsi permetteranno consegne più rapide, puntuali e sostenibili, rispondendo alle esigenze del last mile con estrema precisione.
In un mercato sempre più competitivo, dunque, l’AI diventerà ancora una volta la leva che consente alle aziende di unire efficienza, qualità e conformità normativa in ogni step della filiera.
03 Febbraio 2026
In un contesto normativo tutt’altro che positivo, partenza positiva per le vendite di auto in italia: gennaio +6,2%
In gennaio sono state immatricolate in Italia 141.980 autovetture nuove con una crescita del 6,2% su gennaio 2025 e con un calo del 14,1% sul corrispondente livello ante-crisi, cioè su gennaio 2019. Il risultato di gennaio è positivo, ma si deve considerare che è stato influenzato anche dagli incentivi all’acquisto di auto elettriche prenotati dal 22 ottobre e relativi a 55.680 autovetture elettriche, che in parte sono state immatricolate anche in novembre, in dicembre e in gennaio e avranno un modesto impatto positivo anche sulle immatricolazioni dei prossimi due o tre mesi.
Per quanto riguarda il dato di gennaio, la quota delle immatricolazioni di auto elettriche è stata del 6,6% che corrisponde a 9.370 vetture elettriche immatricolate. Gli incentivi stanno dunque dando il loro contributo, ma va anche detto che il loro apporto è modesto e che se riuscissimo a mantenere il tasso di crescita di gennaio (+6,2%) per tutto l’anno arriveremmo ad un volume di immatricolazioni per l’intero 2026 di 1.620.000 unità. Un livello infimo se consideriamo che le immatricolazioni in Italia nel 2007 erano state 2.494.115, per piombare nel 2013 a 1.304.842 per gli effetti del fallimento di Lehman Brother, per sfiorare i due milioni nel 2017 e passare poi a 1.917.106 nel 2019, cioè nell’anno precedente la pandemia da coronavirus e che è il livello che dovremmo superare per ritornare ad una situazione di quasi normalità, ma questa meta appare ancora lontana.
E non si può certo pensare che il livello quantitativo a cui si è ridotto il mercato automobilistico italiano sia dovuto ad una disaffezione della popolazione italiana nei confronti dell’automobile. I dati non raccontano una storia di disaffezione ma una storia di grande interesse per l’automobile. Nel 2000 le autovetture circolanti erano 32.583.815, nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono salite a 41.340.516 unità (+26,9%). Come è stata possibile questa crescita con livelli di immatricolazioni depressi come quelli di cui abbiamo parlato? La risposta è semplice. Si sono tenute in esercizio autovetture che in altri tempi sarebbero state da tempo rottamate e che sono pericolose per la gente in quanto meno sicure e fortemente inquinanti.
Come si esce da questa situazione? Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, un grande aiuto potrebbe venire da un piano dell’Unione Europea per l’auto che tenesse conto non solo delle sacrosante esigenze ambientali, ma anche del sacrosanto dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini e del sacrosanto dovere di ridare un posto di lavoro alla moltitudine di operai ed impiegati del settore che lo hanno perso.
Fonte: Centro Studi Promotor
03 Febbraio 2026
ANIASA al Tavolo Automotive - Aggiornamento su decarbonizzazione flotte aziendali
Prot. n. p. 1908 Roma, 2 febbraio 2026
A TUTTE LE ASSOCIATE
Oggetto: ANIASA al Tavolo Automotive- Decarbonizzazione flotte aziendali
Il Presidente Italo Folonari ha partecipato al Tavolo Nazionale sul settore automotive convocato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, portando all’attenzione delle istituzioni il punto di vista del noleggio come leva strutturale della domanda di nuova mobilità nel nostro Paese.
Nel corso del confronto il Presidente ha ribadito il ruolo centrale del settore, che oggi gestisce 1,5 milioni di veicoli, rappresenta oltre il 30% delle immatricolazioni nazionali e sostiene investimenti per oltre 15 miliardi di euro l’anno, contribuendo in modo concreto al rinnovo del parco circolante e alla riduzione delle emissioni.
In particolare riguardo la proposta della Commissione Europea sulle flotte aziendali e sugli obiettivi di riduzione della CO₂, rilevata la necessità di maggiore adozione da parte della EU del principio di neutralità tecnologica, ha tuttavia fermamente evidenziato come i target al 2030 e al 2035 risultino difficilmente raggiungibili senza strumenti adeguati. Il forte rischio di penalizzare le flotte rallenterebbe infatti il ricambio dei veicoli, spingendo imprese e privati a mantenere più a lungo quelli più obsoleti.
Per l’Associazione, la priorità è provvedere ad una riforma organica della fiscalità dell’auto aziendale ed a energiche misure di sostegno per i servizi di noleggio a breve termine.
La detraibilità dell’IVA, la deducibilità dei costi, la regolamentazione del fringe benefit e della ricarica elettrica domestica rappresentano alcune delle principali leve per contribuire ad accompagnare il mercato verso gli obiettivi europei, sostenendo la transizione tecnologica senza compromettere la tenuta dell’intera filiera automotive.
Il Presidente Folonari, congiuntamente alle altre associazioni della filiera, ha sollecitato l’apertura di un tavolo specifico su tali problematiche, su cui facciamo riserva di ulteriori informazioni.
Il Ministro Urso ha annunciato lo stanziamento di 1,6 miliardi di euro del Fondo automotive, che sarà contenuto in un Dpcm di prossima approvazione. Lo schema di decreto indica in 400 milioni l’anno i fondi per il 2026 e per il 2027, a cui si aggiungono 200 milioni all’anno fino al 2030 e 200 milioni residui del 2025. Gli incentivi saranno diretti per il 75% a sostegno dell’offerta, quindi ai produttori di veicoli e componentistica, e per il 25% ai consumatori.
Sul punto facciamo riserva di approfondimenti, anche considerando che dal 2028 potranno essere stabilite eventuali agevolazioni economiche e finanziare solo per veicoli aziendali BEV e PHEV.
02 Febbraio 2026
Normativa ad hoc e riforma fiscale
02 Febbraio 2026
Nuovo trend: la weekend car si noleggia
02 Febbraio 2026
Persone&Poltrone - Folonari Presidente
Vie&Trasporti
31 Gennaio 2026
Allarme automotive
Parts
31 Gennaio 2026
Auto, calano le immatricolazioni ma cresce il noleggio
30 Gennaio 2026
Allarme automotive
30 Gennaio 2026
Targa Telematics al primo posto in Europa nella classifica di Ptolemus per lo sviluppo di servizi assicurativi basati sull’effettivo utilizzo del veicolo
La società di consulenza strategica dedicata alla mobilità connessa riconosce l’innovazione, capacità e maturità operativa di Targa Telematics nei servizi Usage-Based Insurance (UBI)
Targa Telematics – uno dei principali player globali nel campo dell’AIoT (Artificial Intelligence of Things) nello sviluppo di soluzioni e piattaforme digitali per la mobilità connessa – si è classificata al primo posto nella classifica europea dei provider di servizi Usage-Based Insurance (UBI) per le flotte, realizzata da PTOLEMUS Consulting Group, società di consulenza strategica interamente dedicata alla mobilità connessa, che realizza l’UBI Global Study, la più completa analisi del mercato globale delle assicurazioni per auto connesse.
Lo studio, alla sua quinta edizione, è un riferimento per gli operatori del settore assicurativo – dagli assicuratori e broker fino agli OEM, fornitori di soluzioni, investitori e autorità di regolamentazione - ed è frutto di un imponente lavoro di ricerca e analisi che offre una panoramica sui trend, le tecnologie e i modelli di business legati ai servizi UBI in tutto il mondo e premia le aziende che offrono agli assicuratori la combinazione più solida tra tecnologia e performance. Dallo studio emerge quanto il settore delle assicurazioni basate sull’utilizzo dei dispositivi digitali sia in forte crescita: PTOLEMUS prevede infatti che, entro il 2035, 180 milioni di veicoli in tutto il mondo saranno assicurati con polizze basati su nuovi modelli assicurativi digitali, generando oltre 200 miliardi di euro di premi per gli assicuratori.
Targa Telematics ha ottenuto la prima posizione nel ranking delle società provider di servizi UBI per il settore assicurativo delle flotte aziendali in Europa, distinguendosi per la sua competenza e capacità di innovazione nel settore. Grazie allo sviluppo di innovative soluzioni digitali, infatti, la società supporta le compagnie assicurative nello sviluppo di servizi UBI basati sull’utilizzo effettivo del veicolo, permettendo loro di differenziare in modo concreto la propria offerta, attrarre nuovi clienti e rafforzare la fidelizzazione di quelli esistenti.
“Targa Telematics si è classificata al primo posto nella categoria europea dedicata ai provider di servizi UBI a supporto delle compagnie assicurative per lo sviluppo di soluzioni per il mercato delle flotte aziendali grazie alla sua ampia esperienza nella telematica assicurativa, alla solida esperienza nell’implementazione di programmi su larga scala e alla continua capacità d’innovazione. Si è distinta, inoltre, per la maturità delle soluzioni di rilevamento degli incidenti e di gestione dei sinistri, che rendono Targa Telematics un leader indiscusso per le compagnie assicurative che intendono rafforzare le proprie capacità in ambito assicurazioni auto per flotte e soluzioni UBI”, ha commentato Frederic Bruneteau, amministratore delegato di PTOLEMUS Consulting Group.
“Il primo posto nella classifica dei provider europei per i servizi UBI commercial line realizzata da PTOLEMUS conferma la solidità del nostro posizionamento - ha commentato Massimiliano Balbo di Vinadio – Vice Presidente Sales LA di Targa Telematics. “Abbiamo investito in modo continuo nello sviluppo di tecnologie in grado di supportare le compagnie assicurative nell’evoluzione dei modelli assicurativi per la mobilità. La nostra offerta nel settore assicurativo si basa sulla pluriennale esperienza nei veicoli connessi, nell’AIoT e nell’analisi dei dati, oltre che sulle partnership sviluppate con numerosi OEM che ci permettono di attivare facilmente soluzioni su qualsiasi veicolo e di facilitare l’implementazione di polizze UBI, anche via Smartphone, in grado di coprire i rischi assicurativi legati ai nuovi servizi di mobilità come il car sharing o le soluzioni peer-to-peer”.
Questo prestigioso riconoscimento fa seguito all’assegnazione a Targa Telematics del “Frost & Sullivan European Market Leadership Award” nel 2025 per le sue soluzioni digitali per la gestione delle flotte e l’UBI in tutta Europa. Grazie a una piattaforma modulare e scalabile che integra perfettamente dispositivi telematici e software innovativi, il portafoglio di Targa Telematics è stato valutato come uno dei più completi presenti sul mercato. Tra i punti di forza evidenziati figurano il servizio di assistenza proattiva 24/7, l’impegno nella digitalizzazione della mobilità e nella sostenibilità, nonché il continuo supporto post-vendita.
29 Gennaio 2026ANIASA 29 gennaio 2026
29 Gennaio 2026
Chiusura in piccola crescita per l’auto europea, ma i problemi restano
Europa occidentale: vendite auto 2025 +2,4% sul 2024, ma -16% sul 2019
Nel 2025 nell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) sono state immatricolate 13.271.270 autovetture con un incremento sul 2024 del 2,4%, ma con un calo del 16% sui livelli ante-crisi (2019). Come il Centro Studi Promotor ha più volte sottolineato, nel resto del mondo le vendite di autovetture hanno da tempo raggiunto e superato i livelli ante-crisi. Le ragioni del ritardo dell’Europa Occidentale vanno, naturalmente, ricercate nella politica della UE per la transizione energetica nel settore dell’auto, politica portata avanti con misure che non trovano riscontro in nessuna altra parte del mondo e che, sul piano dell’ambiente, hanno prodotto finora risultati modesti.
Le auto elettriche vendute nel 2025 sono state infatti 2.585.187 contro i 13.271.270 del complesso delle auto immatricolate, di cui costituiscono quindi solo il 19,5%. Sempre nel 2025 nel mercato delle elettriche vi è stata però una buona accelerazione in quanto le immatricolazioni di elettriche hanno raggiunto quota 2.585.187 con una crescita del 29,7% sul 2024. Va però segnalato che una crescita più sostenuta (+33,4%) hanno avuto le immatricolazioni di ibride plug-in che, tra l’altro, hanno trovato uno spazio nelle misure annunciate il 16 dicembre per ammorbidire la transizione energetica in quanto dovrebbero poter essere immatricolate anche dopo il 2035. D’altra parte, la ibrida plug-in è una soluzione molto intelligente che merita di essere premiata.Z
Tornando al mercato complessivo, nell’intero 2025 nei cinque principali mercati dell’area, rispetto alla situazione ante-crisi, il risultato migliore lo fa registrare la Spagna che accusa un calo dell’8,7%, seguita dal Regno Unito (-12,6%), dall’Italia (-20,5%), dalla Germania (-20,8%) e dalla Francia (-26,3%).
Con riferimento alla transizione energetica, interessante è anche la graduatoria dei maggiori paesi per quanto riguarda la quota delle auto elettriche, che per l’intera area è del 19,5%, mentre per il Regno Unito tocca il 23,4% ed è seguito dalla Francia (20%), dalla Germania (19,1%), dalla Spagna (8,8%) e dall’Italia (6,2%).
“Al di là dei dettagli, il quadro complessivo del mercato dell’auto dell’Europa Occidentale continua a destare grande preoccupazione – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – e ciò perché non si vede come e quando l’Unione Europea intenda superare la gravissima crisi del suo settore dell’auto e ciò anche se l’Unione Europea ha manifestato il 16 dicembre una modesta apertura per attenuare il rigore talebano che ha caratterizzato la sua azione nel dettare le linee della transizione energetica”. L’auspicio è che a questa apertura ne seguano altre, anche per risarcire il danno creato all’industria dell’auto e a tutti i lavoratori dell’auto che hanno perso il posto di lavoro.
Fonte: Centro Studi Promotor
27 Gennaio 2026
SOS car sharing
Quindi
24 Gennaio 2026
Hertz e la parità di genere. Un asset importante da certificare.
Hertz certifica la sua attenzione alla parità di genere con la PDR 125. Questo riconoscimento attesta l’impegno dell’azienda su un tema così centrale e cruciale in questo momento, secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 125:2022. È uno strumento volontario che fornisce linee guida e indicatori di performance per misurare, migliorare e valorizzare le politiche aziendali relative a equità salariale, crescita professionale, conciliazione vita-lavoro e genitorialità.
Hertz ottiene la certificazione PDR125, la prima prassi di riferimento italiana per certificare la parità di genere.
Sviluppata da UNI in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è uno strumento per valutare e migliorare le politiche di inclusione e parità di genere all’interno di un’azienda, non solo tra uomini e donne, ma anche verso la valorizzazione delle diverse competenze.
Massimo Scantamburlo, AD di Hertz Italia ha commentato con queste parole:”Sono molto orgoglioso del traguardo raggiunto e vorrei ringraziare soprattutto i colleghi delle Risorse Umane che hanno seguito la ‘messa a terra’ di questo percorso a cui la nostra azienda attribuisce un’importanza cruciale e strategica. Hertz nel suo DNA ha la cura, l’attenzione, l’apertura ad accogliere le necessità del prossimo. In parte sono caratteristiche proprie del nostro business ma nella nostra organizzazione i temi dell’inclusione, del rispetto, dello spirito di squadra e di gruppo sono sempre stati molto forti e valorizzati dall’azienda. Mi sentirei di dire che fanno parte di noi da sempre, la certificazione ci ha consentito di fare ordine fra le azioni e attività già esistenti e potenziare e definire quelle ancora allo stato embrionale.”
Si tratta di uno strumento volontario che fornisce linee guida per l’adozione di specifici indicatori, Key Performance Indicator (KPI), in relazione a 6 aree di valutazione per le differenti variabili, che contraddistinguono un’organizzazione inclusiva e rispettosa della parità di genere:
• Cultura, strategia e governance
• Processi Risorse Umane: selezione e assunzione
• Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda
• Equità remunerativa per genere
• Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro
• Prevenzione abusi e molestie
A ogni area è attribuito un peso percentuale, per un totale pari a 100, che contribuisce alla misurazione del livello attuale dell’organizzazione e rispetto al quale è misurato il miglioramento nel tempo. Ogni indicatore è associato a un punteggio il cui raggiungimento o meno viene ponderato per il peso dell’area di valutazione: è previsto il raggiungimento del punteggio minimo complessivo del 60% per determinare l’accesso alla certificazione da parte dell’organizzazione.
Daniela Catalani, HR Director di Hertz Italia:”Questa certificazione è frutto di un percorso che Hertz ha intrapreso da molto tempo e con un impegno serio e costante da parte di tutta l’organizzazione, a tutti i livelli. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti grazie alla coesione del nostro team.”
La certificazione ha validità triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale. L’alta direzione è coadiuvata dal Comitato Guida, che sovrintendono e indirizzano le attività inerenti queste prassi, in occasione di ciascuna Revisione Periodica del sistema e comunque almeno con cadenza annuale provvedono ad assicurare che i contenuti della politica risultino adeguati al contesto e ai risultati ottenuti dal sistema.
L’impegno di Hertz si manifesta attraverso la promozione attiva di politiche che mirano a contrastare discriminazioni e a favorire un ambiente di lavoro inclusivo. E attraverso pubblicazioni sul proprio sito e coinvolgimento continuo delle risorse umane per promuovere la crescita continua della cultura aziendale a supporto di queste tematiche.
Se ripercorriamo la storia di Hertz, troviamo le prime tracce del tema dell’inclusione risalire addirittura al 1984, quando Hertz per prima sviluppa e introduce il servizio di Indicazioni di Guida Computerizzate (CDD, Computerized Driving Directions) ed è diventata la prima società di autonoleggio a offrire questo servizio. Il servizio è stato reso disponibile in oltre 100 uffici di noleggio negli aeroporti e nelle aree urbane degli U.S.A. e del Canada. Le indicazioni sono state messe a disposizione dei Clienti negli uffici di noleggio per mezzo di terminali self-service con schermo interattivo e facili da usare. Hertz ha offerto il servizio in sei lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, giapponese e spagnolo. Nel 1991 è stata la volta del servizio Hertz #1 Club Gold, un programma di cura e attenzione verso il cliente. Fino agli anni 2000 quando ulteriori evoluzioni hanno portato l’azienda nel 2005 a mettere in atto tutte le misure per garantire la parità di genere nelle attività di noleggio autoveicoli senza conducente.
Hertz da sempre attenta all’evoluzione del mercato e alle esigenze delle imprese attua una politica volta a favorire la parità di genere non solo al proprio interno, ma anche privilegiando relazioni e rapporti commerciali con aziende e imprenditori altrettanto impegnati nelle tematiche di inclusione e parità di genere, pur nel rispetto dei requisiti di imparzialità.
22 Gennaio 2026
Massimo De Donato intervista Italo Folonari
Radio 24
22 Gennaio 2026
Auto, un italiano su tre la noleggia
22 Gennaio 2026ANIASA 22 gennaio 2026
22 Gennaio 2026
Nel 2025 il noleggio traina il mercato auto
Interauto News
21 Gennaio 2026
WAY4Web nel Catalogo ACN: certificazione nazionale per la cybersecurity
WAY ha ottenuto la certificazione ufficiale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) con l’inserimento della piattaforma WAY4Web nel Catalogo dei servizi qualificati cloud e infrastrutture digitali (registro SA-6015).
Un risultato che non riguarda solo la piattaforma, ma l’intera azienda: è infatti un riconoscimento che conferma la solidità di WAY come fornitore affidabile di soluzioni ICT per la Pubblica Amministrazione, per i settori strategici e per gli operatori di servizi essenziali.
Questo traguardo va oltre la conformità normativa: attesta la nostra capacità di garantire protezione digitale, integrità dei dati e continuità operativa, in linea con i più alti standard nazionali.
Cos’è la certificazione ACN e perché è importante
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (sito ufficiale ACN) è l’ente pubblico istituito in Italia con l’obiettivo di proteggere le infrastrutture digitali del Paese. La certificazione ACN è rivolta alle aziende che intendono fornire servizi digitali alla Pubblica Amministrazione e ad altri soggetti che gestiscono dati sensibili o sistemi critici.
Per ottenerla, è necessario soddisfare criteri stringenti di sicurezza, governance, gestione dei dati, e conformità normativa, in linea con il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica.
Un valore che si aggiunge alle certificazioni WAY
Questa certificazione si affianca alle numerose attestazioni già conseguite da WAY e ne amplia la portata, perché non riguarda solo la solidità dell’azienda ma anche la capacità della piattaforma WAY4Web di porsi come riferimento per la gestione digitale sicura delle flotte e della mobilità aziendale.
L’inserimento nel Catalogo ACN consente infatti a Pubbliche Amministrazioni, aziende strategiche e operatori di servizi essenziali di accedere a una soluzione qualificata che unisce cloud, telematica e sicurezza informatica, rafforzando ulteriormente il ruolo di WAY come partner tecnologico di fiducia.
Cybersecurity al servizio di un ecosistema digitale sicuro e connesso
In un contesto dove i veicoli sono sempre più connessi, i dati viaggiano in tempo reale e la mobilità si fonde con l’infrastruttura digitale, la sicurezza informatica diventa un pilastro imprescindibile.
Con questa nuova certificazione, WAY conferma il proprio ruolo attivo nella costruzione di un ecosistema sicuro, scalabile e conforme agli standard nazionali.
21 Gennaio 2026
Le nomine: organigrammi, manager, società
19 Gennaio 2026
Auto, un italiano su tre le noleggia
Corriere della Sera
19 Gennaio 2026
L’auto come abbonamento: sempre più italiani scelgono il noleggio
15 Gennaio 2026
ACI: 2025 positivo per il mercato dell’usato
Auto +2,1%. Moto +3,1%
Le radiazioni di auto dal PRA diminuiscono del 6,5%
Il parco circolante aumenta: ogni 100 vetture nuove ne sono state radiate 75.
Il 2025 è stato un anno di crescita per il mercato dell’usato: le auto segnano +2,1% rispetto al 2024, per un totale di 3.221.145 passaggi di proprietà; le moto crescono del 3,1% con 644.000 trasferimenti. Per ogni 100 immatricolazioni si sono registrati 208 trasferimenti di proprietà durante il 2025, a conferma della vitalità più che doppia del mercato dell’usato rispetto a quello del nuovo.
Diminuiscono, invece, le radiazioni di auto dal Pubblico Registro Automobilistico: -6,5% rispetto al 2024, per un totale di 1.163.974 cancellazioni. Il parco circolante continua così ad aumentare: ogni 100 vetture nuove, ne sono state radiate 75.
I dati sono riportati nell’ultimo bollettino “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito www.aci.gov.it.
DICEMBRE 2025: PASSAGGI DI PROPRIETA’: +3,1% AUTO E +4,2% MOTO
Oltre al totale annuale, l’analisi riporta anche i dati mensili di dicembre 2025: +3,1% dei passaggi di proprietà delle auto (263.500 formalità) e +4,2% per le moto (33.054).
Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 207 usate nel mese di dicembre.
DICEMBRE 2025: RADIAZIONI: AUMENTANO AUTO (+6%) E MOTO (+14,7%)
A dicembre 2025 le radiazioni di automobili sono aumentate del 6% rispetto allo stesso mese del 2024: 104.178 pratiche contro le 98.271 dell’anno precedente. A spingere sono state soprattutto le demolizioni (+8,5%), a fronte di una crescita più modesta delle esportazioni (+0,8%). Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,82 nel mese di dicembre: ogni 100 auto nuove ne sono state radiate 82. Aumento anche per le radiazioni dei motocicli: +14,7%, per un totale di 9.820 formalità contro le 8.558 dello stesso mese del 2024.
FOCUS SULLE ALIMENTAZIONI: 3 AUTO USATE SU 4 SONO BENZINA O DIESEL
L’Area Statistica ha elaborato un approfondimento dei dati di Auto-Trend, suddividendo l’andamento delle compravendite delle vetture per alimentazione. Tre auto su quattro scambiate sul mercato dell’usato sono ancora a benzina o diesel, ma se la benzina cresce negli scambi del 2,1% su base annuale, il diesel scende del 5,4%. L’ibrido a gasolio, invece, è quello che segna l’incremento maggiore nei passaggi di proprietà (+47,9%), seguito dall’elettrico (+40%) e poi dall’ibrido a benzina (+31,3%).
Fonte: ACI
15 Gennaio 2026ANIASA 15 gennaio 2026
15 Gennaio 2026
Cosa cambia nel nuovo pacchetto automotive
15 Gennaio 2026
Targa Telematics partner Di Motability Operations
Facendo leva sui flussi di dati OEM, Targa Telematics contribuisce a garantire che i veicoli di Motability Operations rimangano sicuri, affidabili e compliant
Targa Telematics – uno dei principali player globali nel campo dell’AIOT (Artificial Intelligence of Things) nello sviluppo di soluzioni e piattaforme digitali per la mobilità connessa – ha annunciato una partnership con Motability Operations, la società che gestisce il Motability Scheme, nel Regno Unito: i clienti aderenti al programma possono scegliere di convertire la propria indennità di mobilità nel noleggio di un veicolo, promuovendo l’indipendenza delle persone con disabilità.
Grazie a questa partnership, Targa Telematics integrerà i dati OEM nei sistemi IT di Motability Operations, consentendo l’erogazione di servizi più intelligenti e basati sui dati per i clienti. Focalizzandosi sulla manutenzione dei veicoli, la soluzione di Targa Telematics fornirà informazioni preziose per garantire che i veicoli del Motability Scheme rimangano sicuri, affidabili e conformi agli standard di manutenzione. Integrando un’ampia gamma di dati OEM, indipendentemente da marca o modello del veicolo, Motability Operations potrà monitorare in modo proattivo lo stato di salute dei veicoli, ridurre il rischio di guasti e di veicoli fuori servizio (Vehicle Off Road), e migliorare la sicurezza della flotta. Queste informazioni basate sui dati contribuiranno, inoltre, a individuare e ridurre le inefficienze operative, assicurando che i clienti del Motability Scheme continuino a beneficiare delle più avanzate tecnologie per auto connesse, godendo al contempo di un’esperienza di mobilità più sicura e fluida.
Dal 2017, Targa Telematics utilizza con successo i dati OEM dei veicoli per aiutare le aziende a trasformare i flussi di dati in valore concreto. L’azienda aggrega, elabora e converte gli input provenienti dai dispositivi telematici integrati in informazioni operative, gestendo al contempo la complessità intrinseca di questi processi. Questa collaborazione rappresenta un’ulteriore implementazione su larga scala dei dati OEM da parte di Targa Telematics e segna un passo significativo nell’utilizzo delle tecnologie di veicolo connesso dei costruttori di auto per migliorare le operazioni di fleet management.
L’integrazione della soluzione di Targa Telematics nella flotta di Motability Operations avverrà in più fasi, con l’obiettivo di estendere progressivamente la copertura a tutti i veicoli del programma.
Motability Operations continuerà a gestire in modo autonomo le immatricolazioni dei veicoli, mentre le soluzioni data-driven di Targa Telematics si concentreranno sul miglioramento della produttività e dell’efficienza delle operazioni di fleet management.
“Questa partnership rappresenta una pietra miliare per Targa Telematics a livello internazionale”, ha commentato Alberto Falcione, VP Sales di Targa Telematics. “Dimostra come i dati OEM possano essere utilizzati per creare soluzioni scalabili in grado di generare un valore reale per gli operatori della mobilità. Siamo orgogliosi di supportare Motability Operations in questo percorso, fornendo insight operativi e offrendo un esempio concreto di come la tecnologia dei veicoli connessi possa favorire l’innovazione e migliorare il servizio clienti all’interno di flotte grandi e complesse. Continuiamo a rafforzare la nostra presenza sul mercato attraverso nuove partnership OEM per promuovere l’innovazione nella mobilità sostenibile e connessa”.
“Il Motability Scheme esiste per favorire l’indipendenza delle persone con disabilità, offrendo accesso a una mobilità sicura, affidabile e accessibile che aiuta i clienti a rimanere connessi”, ha dichiarato Andy Broadfield, Managing Director of Electric & Insurance di Motability Operations. “Un veicolo affidabile è centrale per questa indipendenza. La partnership con Targa Telematics supporta il nostro semplice schema, aiutandoci a utilizzare i dati dei veicoli per monitorarne meglio lo stato di salute, ridurre il rischio di guasti e mantenere elevati standard di sicurezza e conformità. Adottando un approccio più proattivo alla manutenzione dei veicoli, possiamo offrire ai clienti maggiore fiducia nei mezzi su cui fanno affidamento e contribuire a generare valore attraverso il Motability Scheme”.
14 Gennaio 2026
Nuovi dati di Geotab mostrano che le batterie dei veicoli elettrici rimangono in buone condizioni nonostante l’aumento dell’uso della ricarica rapida
L’analisi aggiornata ha rilevato un tasso di degrado medio delle batterie pari al 2,3% annuo e identifica il comportamento di ricarica come fattore determinante o I dati di Geotab mostrano un tasso di degrado medio annuo delle batterie dei veicoli elettrici pari al 2,3%, a indicare che le batterie moderne continuano a garantire buone prestazioni anche su cicli di vita lunghi
o I veicoli che utilizzano la ricarica rapida in corrente continua (DC) ad alta potenza, superiore ai 100 kW, registrano tassi di degrado fino al 3,0% annuo, circa il doppio rispetto ai veicoli che utilizzano principalmente ricariche a potenza inferiore
o I veicoli elettrici che operano in climi caldi mostrano un tasso di degrado annuo circa dello 0,4% più veloce rispetto a quelli che operano in condizioni climatiche miti, anche se la potenza di ricarica ha un impatto complessivo maggiore sulla durata della batteria
o Un utilizzo quotidiano più intenso porta a un degrado maggiore, ma l’impatto è moderato e compensato da vantaggi in termini di produttività della flotta e ritorno sull’investimento
o Il degrado accelera solo quando i veicoli trascorrono più dell’80% del tempo a livelli di ricarica molto alti o molto bassi
I dati aggiornati di Geotab lnc., leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi, sullo stato di salute delle batterie dei veicoli elettrici (EV) mostrano che le moderne batterie dei veicoli elettrici continuano a garantire ottime prestazioni durante il loro ciclo di vita operativo, nonostante la crescente diffusione della ricarica rapida.
Nel suo ultimo studio, Geotab ha analizzato dati reali sullo stato di salute delle batterie provenienti da più di 22.700 veicoli elettrici di 21 marchi e modelli, basandosi su anni di informazioni telematiche aggregate. L’analisi mostra un tasso medio annuo di degrado delle batterie del 2,3%, in crescita rispetto all’1,8% rilevato nello studio di Geotab del 2024.
L’aumento del tasso di degrado riflette i cambiamenti nelle modalità in cui vengono utilizzati i veicoli elettrici, con particolare riferimento al ricorso sempre più frequente alla ricarica rapida in corrente continua ad alta potenza. La durata di vita dei veicoli elettrici può rappresentare un problema sia per i singoli conducenti che per i gestori delle flotte, specialmente alla luce dell’aumento dell’adozione di veicoli elettrici nelle flotte commerciali e nel settore pubblico. Andando a comprendere come le batterie invecchiano in condizioni diverse di ricarica, clima e utilizzo, gli operatori possono gestire meglio le prestazioni dei veicoli elettrici, proteggendo la batteria e prendendo decisioni più informate sull’impiego dei veicoli e sulla strategia di ricarica lungo tutto il ciclo di vita.
“La salute delle batterie dei veicoli elettrici rimane in buone condizioni, anche se i veicoli vengono ricaricati più velocemente e utilizzati in modo più intensivo”, ha dichiarato Charlotte Argue, Senior Manager, Sustainable Mobility di Geotab. “I nostri dati più recenti mostrano che le batterie continuano a durare ben oltre i cicli di sostituzione previsti dalla maggior parte delle flotte. Ciò che è cambiato è che il comportamento di ricarica ora ricopre un ruolo molto più importante nella velocità di invecchiamento delle batterie, offrendo agli operatori l’opportunità di gestire il rischio a lungo termine attraverso strategie di ricarica intelligenti”.
La potenza di ricarica come fattore dominante
L’analisi di Geotab mostra come la potenza di ricarica rappresenti ora il fattore operativo maggiormente in grado di influenzare la salute delle batterie dei veicoli elettrici. I veicoli che hanno fatto ampio ricorso alla ricarica rapida in corrente continua (DC) sopra i 100 kW hanno registrato un degrado più veloce, con una media di 3,0% all’anno, rispetto a circa l’1,5% per i veicoli che hanno usato principalmente la ricarica in corrente alternata (AC) o a potenza inferiore.
Altri fattori, come il clima, hanno mostrato un effetto indipendente minore. I veicoli che operano in regioni più calde mostrano un tasso di degrado annuo circa dello 0,4% più veloce rispetto a quelli che operano in climi miti.
Le regole di ricarica rigide si rivelano meno determinanti rispetto a quanto si credeva in passato
I dati mettono in dubbio anche la necessità di determinare vincoli rigorosi nella ricarica quotidiana. I veicoli che hanno utilizzato regolarmente un intervallo di stato di carica più ampio non hanno mostrato una degradazione significativamente maggiore, a meno che non abbiano trascorso periodi prolungati e ricorrenti vicino ai livelli di ricarica massima o minima.
I veicoli con maggiore frequenza di utilizzo hanno mostrato una degradazione leggermente più rapida, con un aumento di circa lo 0,8% all’anno rispetto ai veicoli con utilizzo minimo. Si tratta, tuttavia, di un compromesso accettabile rispetto ai vantaggi operativi ed economici derivanti dall’utilizzo dei veicoli. Per molte flotte questi aumenti di produttività si traducono direttamente in un costo per miglio inferiore lungo il ciclo di vita del veicolo.
“Per le flotte l’obiettivo dovrebbe essere l’equilibrio,” aggiunge Argue. “Utilizzare una potenza di ricarica più bassa che soddisfi comunque le esigenze operative può fare una differenza significativa nel lungo termine sulla salute della batteria, senza limitare la disponibilità del veicolo”.
Come funziona il degrado delle batterie dei veicoli elettrici
Il degrado delle batterie è un processo naturale che riduce la quantità di energia che una batteria può immagazzinare nel tempo.
La condizione della batteria viene misurata come State of Health (SOH). Le batterie iniziano il loro ciclo di vita al 100% di SOH e si deteriorano gradualmente. Ad esempio, una batteria da 60 kWh che opera all’80% di SOH si comporta di fatto come una batteria da 48 kWk.
I dati di Geotab mostrano che, sebbene i tassi di degrado varino in base a modello, comportamento di ricarica e utilizzo, la maggior parte delle moderne batterie rimane idonea allo scopo ben oltre i tempi standard di proprietà e sostituzione pianificati dalle flotte.
Prestare attenzione ai dati delle batterie dei veicoli elettrici
Informazioni accurate sullo State of Health, rese possibili da dati telematici completi, sono fondamentali per aiutare le persone a sfruttare al meglio i veicoli elettrici. Gli insight telematici basati sui dati, disponibili nel report di Geotab sulla salute delle batterie dei veicoli elettrici, consentono alle flotte di conoscere la reale capacità delle batterie dei propri veicoli elettrici, comprendere il tasso di degrado e ottenere il massimo valore lungo tutto il ciclo di vita del veicolo.
13 Gennaio 2026
Accordo LoJack – BigRent per aumentare il livello di protezione e sicurezza delle macchine da cantiere
• Sui mezzi di lavoro e da cantiere saranno disponibili le soluzioni LoJack per proteggerli dal furto e per renderne più efficiente e sicura la gestione.
• La partnership renderà più semplice e sicura l’esperienza di noleggio.
LoJack Italia, società di intelligenza connessa che aiuta le aziende e le persone a tracciare, monitorare e recuperare veicoli e asset e BigRent - il servizio di noleggio del Gruppo BigMat (Gruppo di rivenditori edili con oltre 250 punti vendita in Italia) attivo in Italia dal 2007 e oggi presente su tutto il territorio nazionale con 50 sedi -, hanno sottoscritto un accordo finalizzato a proteggere e rendere più sicure ed efficienti le macchine di movimento terra, da cantiere, i camion e le piattaforme.
Grazie alla partnership su tutti i veicoli noleggiati da BigRent potranno essere installati dispositivi LoJack in radio-frequenza in grado di garantire percentuali di recupero, in caso di furto, pari al doppio della media nazionale, anche quando questi vengono sottratti e poi nascosti in luoghi in cui altre tecnologie risultano meno efficaci, come all’interno di garage e parcheggi sotterranei. Ma non solo, l’offerta di servizi LoJack destinata ai clienti di BigRent si amplia anche al mondo della telematica, grazie a una piattaforma web che consente di tenere sotto controllo in tempo reale i dati rilevati dagli apparecchi installati sulle macchine da lavoro che forniscono precise informazioni sulla localizzazione del mezzo, sui chilometri e tragitti percorsi, sulle ore di accensione del motore e di funzionamento della presa di forza, ottenendo segnalazioni di eventuali avarie e malfunzionamenti del veicolo prima che si accendano le relative spie. Tutte le info sulla vita del mezzo sono visualizzabili in tempo reale, da remoto, attraverso dashboard personalizzate e alert costruiti ad hoc per rispondere a specifiche esigenze.
“L’accordo sottoscritto oggi ci consente di accogliere nel “cantiere digitale” LoJack anche la flotta di veicoli di BigRent, grazie a un approccio innovativo che rende smart e digital la manutenzione predittiva dei mezzi, prevenendo dispendiosi guasti e fermi delle macchine. Uno strumento che si rivela prezioso anche in quanto protegge dal crescente pericolo furti che sempre più spesso prende di mira i mezzi presenti nei cantieri, raddoppiando le possibilità di ritrovamento del mezzo sottratto”, ha osservato Claudio Martignoni, Senior Business Development Manager di LoJack Italia.
“L’accordo con LoJack rafforza il nostro impegno nel rendere le flotte dei centri noleggio BigRent sempre più sicure, efficienti e digitali. Grazie a queste tecnologie possiamo offrire ai nostri soci e ai loro clienti maggiore tutela contro i furti e un controllo avanzato dei mezzi, riducendo fermi macchina e ottimizzando le operazioni di cantiere.”, ha commentato Alessandro Pozzi, Responsabile del progetto BigRent.
Crescono le immatricolazioni a noleggio nel 2025
Gazzetta dello Sport, La Stampa, Auto Tecnica, Radiocor de Il Sole 24 Ore, Borsa Italiana, Italia-Informa, Pneus News, Patrimonio e Finanza
13 Gennaio 2026
Il noleggio auto in espansione
TG1
12 Gennaio 2026
Folonari alla Presidenza
Interauto News
12 Gennaio 2026
LKQ RHIAG rinnova la collaborazione con Arval
LKQ RHIAG, principale distributore di ricambi per autoveicoli in Italia e parte di LKQ Europe, rinnova la sua collaborazione con Arval, società specializzata nel noleggio auto a Lungo Termine e in soluzioni di mobilità, attraverso un accordo europeo che segna una nuova fase di sviluppo per entrambe le realtà.
La partnership tra LKQ RHIAG e Arval nasce infatti nel 2005, ponendosi fin da subito come riferimento sul mercato per l’integrazione tra distribuzione aftermarket, manutenzione multimarca e gestione centralizzata della flotta.
Nel corso degli anni, la sinergia ha permesso di costruire un modello scalabile di servizio efficiente e capillare, grazie alla diffusione del network riparativo LKQ RHIAG, attivo su tutto il territorio italiano, alla flessibilità e all’approccio customizzato del servizio.
Il network -con le sue tre insegne ‘a posto’ RHIAG, DediCar e Officina N°1- è supportato quotidianamente da un team di 6 persone da sede e 18 sul territorio che garantiscono assistenza e supporto consulenziale nell’utilizzo delle piattaforme di authority e nella gestione della relazione con i fleet manager. Inoltre, un team tecnico offre assistenza e diagnosi da remoto alle officine per supportarle nella manutenzione delle auto di nuova generazione.
Oggi, la relazione tra LKQ RHIAG e Arval riparte con nuove prospettive, estendendosi a livello europeo con un accordo pluriennale che prevede:
• La gestione completa della manutenzione dei veicoli Arval presso i centri di riparazione affiliati ai network LKQ RHIAG in Italia e LKQ Europe negli altri Paesi in cui il Gruppo opera.
• La fornitura di ricambi di qualità originale da parte di LKQ alle officine partner Arval in tutta Europa.
In Italia, Arval potrà contare su un network di oltre 1.900 officine distribuite capillarmente, pronte ad accogliere il parco veicoli del noleggiatore grazie a competenze tecniche avanzate in ambito diagnostico e riparativo, tra cui quelle acquisite per operare su vetture ibride ed elettriche.
Infatti, grazie al percorso Electric Vehicle Specialist, approvato dal CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano, i riparatori sono abilitati a effettuare diagnosi e interventi su veicoli elettrificati, garantendo un servizio all’altezza delle sfide della mobilità del domani.
“Siamo orgogliosi di dare nuovo impulso a una collaborazione che in Italia ha radici profonde e che oggi si apre a nuove prospettive internazionali. Il nostro network di autoriparatori è pronto a offrire un servizio premium, grazie a competenze tecniche avanzate e strumenti all’avanguardia” – dichiara Marzia Castellani, Direttore Commerciale LKQ RHIAG.
“LKQ RHIAG si è dimostrato un partner capace di accompagnarci con competenza nel dinamico contesto del mercato italiano. Questo nuovo accordo, anche europeo, rappresenta una naturale sinergia e ne rafforza ulteriormente il valore grazie a un approccio evolutivo che mira all’eccellenza della rete riparativa” – aggiunge Efrem Bresolin, Direttore Aftermarket Networks di Arval Italia.
12 Gennaio 2026
I dati ANIASA - Dataforce nel TG di Italpress
Italpress
12 Gennaio 2026
Il noleggio raggiunge il 30%
Corriere della Sera, Flotte&Finanza, Economy Magazine, Il Time, Il Denaro, Il Popolano, Intermedia Channel, Asefi Brokers, Livenet.News e da un network di testate locali online
11 Gennaio 2026
Il noleggio supera il 30% del mercato auto
la Repubblica, Milano Finanza, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Messaggero, Il Fatto Quotidiano, Il Mattino, Quattroruote, Sky, MF, Motor1, T Quotidiano, ANSA, Adn Kronos, Radiocor, Borsa Italiana, LaPresse, Teleborsa, Fleet Magazine, Mission Fleet, Auto Aziendali Magazine, Leggo, Il Gazzettino, Il Secolo XIX, L’Identità, Corriere Adriatico, Quotidiano di Puglia, Euroborsa, TG You, Ultime Notizie, Tiscali, Universo notizie, ViPiù, WebMagazine, ZeroUnoTV, Insurance Trade, Le Strade dell’Informazione, Rinnovabili.it, OnRoadMag, Parts Web,Qaulity Travel, Adriaeco, AgenParl, Carrozzeria.it, Fleetime, DNA Corse, IoCarrozziere, LeaseNews, Meridiana Notizie
09 Gennaio 2026
Il noleggio è al 30,6% di quota nelle immatricolazioni nazionali del 2025
L’analisi condotta da ANIASA e Dataforce registra nel 2025 un trend di crescita positivo per le immatricolazioni a noleggio: +10,7%, a fronte di un mercato che, nel suo complesso, è in leggera flessione (-2,4%). La quota di mercato del noleggio nell’intero anno supera il 30%. Segnali positivi sia nel “lungo termine” (+11,6%) sia nel “breve termine” (+19,3%) per le auto, mentre in ambito veicoli commerciali leggeri i risultati sono in rosso.
Roma, 8 gennaio 2026
Le immatricolazioni del noleggio veicoli (auto + veicoli commerciali leggeri) confermano i segnali positivi emersi nella prima parte dell’anno: i dati delle immatricolazioni da gennaio a dicembre 2025 indicano una prestazione annuale di crescita nei volumi, con un totale di circa 525.000 immatricolazioni, oltre 50.000 in più rispetto al 2024 (+10,73%). A fare la differenza sono state però le sole autovetture (+13,3%), con un risultato positivo sia in ambito “lungo termine” (+11,6%), sia “breve termine” (+19,25%). Qualche difficoltà, invece, per il comparto dei veicoli commerciali leggeri (-3,34%), sotto tono per entrambe le tipologie di noleggio: -1,34% per il “lungo termine” e -16,1% per il “breve termine”.
Sono questi i principali dati e spunti che emergono dall’analisi annuale sul settore del noleggio veicoli promossa da ANIASA, l’Associazione che in Confindustria rappresenta il settore della mobilità pay-per-use e dalla società di analisi di mercato Dataforce.
I dati che emergono nell’analisi delle immatricolazioni del 2025 indicano che il comparto del noleggio nell’anno che si è appena concluso è tornato a macinare risultati positivi, dimostrando di svolgere un ruolo sempre più centrale nella mobilità in Italia e nell’accelerazione della transizione ecologica, nonostante lo scarso supporto da parte delle istituzioni nel facilitare il comparto soprattutto sotto il profilo fiscale. Rispetto al primo semestre 2025, il comparto del noleggio a lungo termine vetture ha mantenuto costante il risultato di crescita, mentre nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri (VCL) ha quasi completamente azzerato il passivo (passando da -14,21% a -1,34%), così come si è quasi dimezzato il risultato negativo, sempre dei VCL, in ambito noleggio a breve termine (il passivo è calato da -29,85% a -16,1%). Sul versante delle vetture, il noleggio a breve termine ha ulteriormente migliorato il risultato, passando dal +9,06% dei primi 6 mesi al +19,25% dell’intero anno.
Da gennaio a dicembre il settore del noleggio ha immatricolato 524.728 veicoli (+10,73%), di cui 453.892 vetture (+13,3%) e 70.836 commerciali leggeri -3,34%). La quota del noleggio sull’intero mercato raggiunge il 30,6%: in ambito vetture la quota è del 29,55%, nel settore dei mezzi da lavoro è salita al 39,57%.
“In un mercato delle quattro ruote ancora in calo nel 2025, il noleggio si è confermato un pilastro essenziale per l’industria automotive, consolidando una quota di mercato del 30% sull’immatricolato nazionale. Un’ulteriore conferma della validità della formula che soddisfa le esigenze di mobilità cittadina, turistica e aziendale di un consumatore disorientato dagli stop and go normativi degli ultimi anni, ma soprattutto da un aumento dei costi di acquisto e di gestione dell’auto che lo spingono sempre più a preferire l’uso all’acquisto per avere certezza sui propri impegni finanziari. L’anno che è appena cominciato può segnare una svolta importante per la mobilità a noleggio con l’appuntamento fissato dalla Legge Delega che ci attendiamo adegui la fiscalità sull’auto del nostro Paese alla media europea”, ha commentato il Presidente ANIASA Italo Folonari.
TOP 5 AUTOVEICOLI PIÙ NOLEGGIATI
Nella classifica finale del 2025 la Fiat Panda rimane il modello più noleggiato nel lungo termine, con un totale di circa 19.400 unità da gennaio a dicembre (+2,2%), con ampio distacco sugli altri modelli della Top 5 del noleggio a lungo termine. Però, se si guarda al solo quarto trimestre, la prima posizione è stata conquistata dalla Volkswagen Tiguan, che risulta seconda al termine dell’anno, in crescita nelle immatricolazioni di noleggio a lungo termine del 25,9%. Le posizioni seguenti della Top 5 NLT autovetture dell’intero anno sono: terza BMW X1 (+15,8%), quarta Renault Clio (+42,6%) e quinta Peugeot 3008 (+92,6%). Tra i veicoli commerciali leggeri, il modello più noleggiato è una conferma: il Fiat Doblò, con immatricolazioni quasi raddoppiate (+81,6%). Nelle posizioni successive Fiat Ducato (+8,9%), Ford Transit (-7,4%), Fiat Scudo (+39,9%) e Ford Transit Custom (-10,9%).
Nel noleggio a breve termine (NBT) la Top 5 delle vetture alla fine del 2025 vede salire al primo posto la BYS Seal U, un modello che nel 2024 non era nemmeno in classifica perché in fase di lancio in Italia. Al secondo posto la MG 3 (+1.208,6%), seguita da Fiat Panda (-7,1%) che è terza anche sul quarto trimestre, Peugeot 208 (+379,4%) e Fiat 600 (che nel 2024 era praticamente assente in questo comparto). In ambito LCV, Iveco Daily (-28,5%) mantiene il primato, a seguire Fiat Ducato, BYD ETP3, Toyota Proace City e Ford Transit.
L’ANALISI PER UTILIZZATORE
Nel noleggio a lungo termine, confrontando le quote di mercato del noleggio ai privati e di quello ad aziende del 2025 (anno intero) con i quattro anni interi precedenti, si nota che la quota dei privati è andata calando a partire dal 2021: di 4 punti nel 2022, per poi scendere ancora di 4,4 punti nel 2023, arrivando a una market share del 14,4%. Un primo segnale di ripresa si è invece registrato nel 2024, con una risalita di 2,3 punti fino al 16,7% di quota. Quest’anno la quota dei privati ha raggiunto il 20,9%, tornando ad avvicinarsi ai livelli del 2021. Vale la pena di sottolineare che nella prima parte dell’anno scorso (fino a maggio) il noleggio a privati ha sofferto dell’ingiusta discriminazione sugli incentivi. Quasi 80 noleggi su 100 nel 2025 rimangono comunque appannaggio dei clienti aziendali. Il dato del noleggio alle imprese è sempre salito di quota fino al 2023, mentre a partire dal 2024 si è attestato su livelli leggermente inferiori.
L’ANALISI PER ALIMENTAZIONE
Nel noleggio a lungo termine di auto l’alimentazione più diffusa nel 2025 è quella a benzina (comprese le mild hybrid) con una quota del 41%. Nel quarto trimestre, però, le benzina hanno perso oltre 4 punti e mezzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: le benzina nel Q4 hanno rappresentato il 34,4% delle immatricolazioni di NLT. Calo molto evidente, invece, per le diesel: -19,9% (anche in questo caso comprese le mild-hybrid) nell’intero anno 2025, che hanno ridotto la loro quota di mercato al di sotto del 28%, con un volume inferiore alle 100.000 unità (l’anno scorso costituivano invece l’alimentazione più diffusa nel NLT). Nel 2025 c’è stato il sorpasso da parte delle auto a benzina.
Le “ibride vere”, ossia full e plug-in, nel 2025 hanno cumulativamente raggiunto il 22,6% del mercato del noleggio a lungo termine (ma nel Q4 hanno sfiorato il 28%). In particolare, le full hybrid sono rimaste stabili rispetto al tasso di crescita del mercato NLT (la media generale è stata di +11,6%), mentre le plug-in hybrid sono state invece protagoniste di un’avanzata senza precedenti: +97,8%, raggiungendo una quota di mercato del 12,9% (9,7% per le full hybrid).
Le auto elettriche continuano a crescere in maniera importante nel noleggio a lungo termine: +15,9% nel IV trimestre, +39,4% nel 2025. La quota delle BEV nel NLT ormai è attorno al 7%, contro quella del totale mercato che viaggia al 5%. Le auto a gas sono in crescita (+113,5% nel 2025) ma comunque rimangono confinate su volumi e quote di mercato trascurabili (poco più dell’1,5%), contrariamente a quanto avviene nel mercato dei privati.
Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel si mantiene su percentuali di valore assoluto: supera l’82% nell’intero anno, ma la tendenza al calo è evidente (sul 2024 ha perso 7 punti). I mezzi commerciali a benzina sono risaliti all’8,5%. Gli “ibridi veri” valgono poco più del 2% di market share, quindi sono quasi inesistenti: circa 1.500 immatricolazioni totali da gennaio a dicembre (1.277 full hybrid, 206 plug-in hybrid). I veicoli elettrici, infine, hanno ripreso a correre nella seconda parte dell’anno, dopo l’accentuata flessione nel primo semestre. Il risultato del 2025 è dunque molto positivo: +86,7%. Quest’anno sono stati targati 3.472 BEV. La quota di mercato dei veicoli commerciali a corrente è attorno al 5,6%.
Nel noleggio a breve termine, benzina (sotto al 44% di quota nel quarto trimestre, ma al 58,2% nei 12 mesi del 2025), diesel (14,7%), full hybrid (11,9%) e plug-in hybrid (9,4%) si spartiscono quasi tutto il mercato delle auto. È interessante notare la crescita esponenziale delle immatricolazioni di PHEV, che nel Q4 hanno doppiato le full hybrid, che invece si sono attestate a una quota dell’11% scarso. Le immatricolazioni di auto a benzina nel NBT sono in crescita (+12,3%), quelle delle diesel sono calate del 39,2% nell’anno.
Tra i veicoli commerciali leggeri, il noleggio a breve termine evidenzia una scelta pressoché obbligata verso il diesel: l’82,2% di quota di mercato, assolutamente allineata a quella del noleggio a lungo termine. Nemmeno il benzina è preso in considerazione da questo canale, con una quota addirittura di poco superiore ai 3 punti. Ibridi e a gas sono praticamente sconosciuti in questo canale, mentre quelli BEV stanno diventando ormai l’unica alternativa al diesel: nel Q4 hanno conquistato una market share nel NBT VCL del 6,3%, mentre su base annua è addirittura del 10,6%.
Noleggio a Lungo e a Breve Termine - Approfondimento Dataforce anno intero 2025
Nel 2025 il settore del noleggio ha targato ben oltre mezzo milione di veicoli tra Passenger Cars e Light Commercial Vehicles (+10,73%), di cui 410.000 per il long rent (+9,4%) e 115.000 per lo short rent (+15,7%). Complessivamente il noleggio l’anno scorso ha raggiunto il 30,6% del mercato. Il canale del NLT è in crescita grazie alle Passenger Cars (+11,6% di nuove targhe rispetto al 2024) mentre per i Veicoli Commerciali Leggeri si è registrata una lieve flessione (-1,3%). Quello del NBT ha fatto segnare una performance molto positiva, anche in questo caso soltanto in ambito Passenger Cars (+19,3%), mentre tra gli LCV c’è stata una caduta piuttosto rilevante (-16,1%).
Nel cumulato annuo, il canale del NLT ha targato 36.000 auto in più e un migliaio di LCV in meno; il canale del NBT ha aggiunto più di 27.000 vetture mentre ha perso oltre 1.600 veicoli commerciali. I numeri complessivi positivi, dunque, sono ascrivibili esclusivamente alle Passenger Cars.
Tra i fenomeni più rilevanti del 2025 c’è l’estrema “polverizzazione” del mercato del noleggio a breve termine, sia in ambito Passenger Cars sia tra i Light Commercial Vehicles. Tra le vetture, oltre un quarto del mercato è conquistato dagli “Altri Operatori”, cioè i noleggiatori di piccole o addirittura piccolissime dimensioni, che sono attivi in ambito regionale se non addirittura esclusivamente provinciale, e dalle immatricolazioni cumulative di noleggio delle concessionarie e delle Case Auto. Tra gli LCV, gli “Altri Operatori” nel 2025 hanno conquistato più del 43% del mercato, mentre le targhe di noleggio delle reti di vendita e dei costruttori hanno sfiorato il 20%. È bene però precisare che non tutti questi veicoli sono destinati effettivamente al noleggio: molti, quasi il 30% sul totale, sono immatricolazioni che si traducono quasi subito in esportazione verso altri Paesi d’Europa (in particolare la Spagna): insomma, non è tutto oro ciò che luccica e il mercato vero del noleggio a breve termine ha una dimensione reale inferiore a quanto i numeri farebbero supporre.
Un altro elemento che emerge è una considerazione sulle strategie commerciali del Gruppo Stellantis: osservando la classifica Top 5 per modello in base alla tipologia di utilizzatore (al netto delle iscrizioni non ancora registrate all’archivio dei locatari), si nota chiaramente che Stellantis nel 2025 abbia puntato molto sul noleggio a breve termine tra le Passenger Cars, mentre in ambito veicoli commerciali leggeri abbia spinto con decisione sul target dei “clienti veri”: le micro-imprese, gli artigiani e le flotte aziendali.
Infine, una considerazione sull’elettrico: i numeri smentiscono l’affermazione consolidata da tempo che il noleggio sia il settore trainante per la transizione ecologica. Forse lo è stato negli anni scorsi, ma ora non lo è più: in ambito Passenger Cars le BEV hanno chiuso il 2025 con una market share del 6,18%; nel lungo termine questa quota è di poco superiore: 7,43% e nel breve termine è soltanto del 3,49%. In termini di volumi, delle circa 95.000 auto elettriche targate in Italia lo scorso anno, appena 28.000 sono state targate dal noleggio a lungo o a breve termine, cioè soltanto il 29%. Una percentuale che è inferiore alla quota del rent sul totale del mercato, che nel 2025 è stata del 30,6%.
L’ANALISI DEL MERCATO DEL NOLEGGIO LUNGO TERMINE PER OPERATORE
Per un’incollatura alla fine dell’anno Arval ha riconquistato la prima posizione tra i noleggiatori che operano nel lungo termine, un primato che nei primi tre trimestri era stato appannaggio di Leasys. Arval nel 2025 ha conquistato una quota di mercato del 20,82%, di circa 3 punti inferiore rispetto al 2024. In termini di volumi, nei 12 mesi Arval ha targato quasi 66.000 auto contro le poco più di 65.000 di Leasys (che ha conquistato una market share del 20,59%, oltre 7 punti in più dell’anno precedente). Al terzo posto Ayvens, che si è avvicinata ai volumi dei due competitor che l’hanno preceduta con circa 61.000 immatricolazioni e una quota del 19,22% (poco più di 2 punti in meno). Il titolare della quarta piazza nel 2025 è stato un’altra captive, Volkswagen Leasing, che ha aumenta significativamente il proprio volume di nuove targhe (+11,5%) sfiorando le 52.000 unità, con una quota di mercato del 16,4% (quasi mezzo punto in più). Questi quattro player complessivamente conquistano più del 77% del mercato. Nelle posizioni di rincalzo, bene Alphabet, (che è quinta assoluta tra le Passenger Cars), Kinto Italia (la captive di Toyota-Lexus), Stellantis Renting, ES Mobility (la società dell’alleanza Renault-Nissan) e Athlon.
In ambito LCV, è invece Leasys a conquistare il primato, con un forte aumento delle immatricolazioni (+69,7%) e con la conquista di una quota di mercato del 35,7% (ben 15 punti in più del 2024). Alle sue spalle Arval, Ayvens, l’insieme dei piccoli operatori di NLT e Volkswagen Leasing.
L’ANALISI DEL MERCATO DEL NOLEGGIO BREVE TERMINE PER OPERATORE
Nel 2025 i protagonisti del mercato dei rent-a-car sono stati l’agglomerato dei piccoli noleggiatori del breve termine, l’insieme delle immatricolazioni di noleggio dei Concessionari e delle Case Auto, Europcar, Hertz e Avis Budget Italia: assieme si spartiscono il 63,1% dell’intero mercato NBT Passenger Cars.
Se il comparto vetture è molto frastagliato, anche il settore dei Veicoli Commerciali Leggeri appare molto diversificato, con i “piccoli” che dominano il mercato: in testa, con una quota di mercato che supera il 43%, c’è proprio l’insieme dei piccoli operatori locali. Al secondo posto, anche tra gli LCV, il raggruppamento dei noleggi a breve termine delle concessionarie e delle Case Auto, con una market share del 19,7%. Per tutti gli altri, i volumi di nuove targhe sono stati di minore rilievo: Hertz, Noleggiare e Sixt (rispettivamente terza, quarta e quinta nella Top 5) complessivamente hanno raggiunto il 26% del mercato.
Le tabelle mostrano le quote di mercato dei primi 5 player ma, parlando di volumi, sicuramente quest’anno Volkswagen Leasing e Arval si confermano come protagonisti indiscussi del canale dei privati, con Ayvens, Leasys e Kinto Italia distanziati nelle posizioni seguenti. La captive di Volkswagen e Arval assieme conquistano quasi il 53% del mercato dei privati. Nel canale business, ovvero le immatricolazioni destinate a clienti aziendali, sono ancora Arval e Volkswagen Leasing a realizzare i volumi maggiori, ma con il “terzo incomodo” Ayvens che ha una quota di mercato molto vicina al 20%, esattamente come Volkswagen Leasing. Il noleggio ai dealer vede al primo posto Volkswagen Leasing con una market share del 28% abbondante, ma Stellantis Renting è il secondo protagonista di questo sotto-canale, con una quota del 22,4% (in forte crescita). A seguire: Kinto Italia, Leasys ed ES Mobility. Volkswagen Leasing è anche lo specialista nel rent-to-rent verso gli operatori del breve termine, con una market share molto vicina al 30%. Ma Leasys la tallona da vicino con una quota del 27%. Più distante è Alphabet (MS 15,7%).
In ambito LCV, i volumi destinati ai “privati” (cioè, le ditte individuali, gli artigiani e i professionisti), ai dealer e al rent-to-rent sono scarsamente significativi: in questo ambito sono i noleggi alle società a costituire la parte più rilevante del mercato. L’operatore che comanda questa Top 5 è Leasys, che distanzia nettamente Arval. A seguire, da Ayvens, Volkswagen Leasing e UnipolRental.
I 5 MODELLI PIÙ NOLEGGIATI PER TIPOLOGIA DI UTILIZZATORE
Le classifiche dei modelli più noleggiati variano molto a seconda della tipologia di cliente, anche se Fiat Panda è ricorrente in molte delle tipologie di utilizzatore. Quali sono state le auto, dunque, più richieste nel 2025 da gennaio a dicembre? Tra i privati è Volkswagen Tiguan e, a seguire, Toyota C-HR, Volkswagen T-Roc, Toyota Yaris Cross e Cupra Formentor: significativo quindi il lavoro di fondo fatto sia dal gruppo VW sia da Toyota verso i privati.
Tiguan mantiene il primato anche nella classifica dei modelli preferiti dai clienti aziendali: precede Fiat Panda, BMW X1, Renault Clio e Toyota Yaris Cross. Attenzione però: queste graduatorie sono provvisorie perché, nonostante l’obbligo di comunicazione dell’utilizzatore dell’autoveicolo per un periodo superiore ai 30 giorni debba essere fatta entro un mese dalla consegna del mezzo, ci sono ancora troppe mancate iscrizioni (al 2 gennaio risultano mancanti i dati di ben 110.000 vetture). La Top 5 delle vetture non iscritte a fine dicembre è la seguente: Fiat Panda, Peugeot 3008, Citroen C3, Peugeot 208 e Fiat 600 Sono tutti modelli del Gruppo Stellantis ed è proprio questo è il motivo per cui molti di loro non appaiono per il momento nella Top 5 del canale privati e di quello aziende. Giusto per capirci: sommando noleggio a privati, a società e non iscritto, la Fiat Panda, con 17.480 unità, è la prima assoluta, seguita dalla VW Tiguan, BMW X1, Peugeot 3008 e Renault Clio.
Infine, la Top 5 dei modelli più immatricolati dai noleggiatori a breve termine. I primi 5 sono: Fiat Panda, Opel Corsa, VW Taigo, Peugeot 208 e Citroen C3. Anche nel caso del comparto dei rent-a-car si nota la forte presenza del Gruppo Stellantis.
In ambito LCV il Fiat Doblò è al primo posto sia nelle immatricolazioni di noleggio a privati, sia ad aziende, ma anche tra i modelli privi di iscrizione al registro dei locatari. Da menzionare nel mondo del noleggio lungo termine a professionisti e aziende anche Ford, con il suo Transit anche in versione Custom. Nello short term, invece, il modello più immatricolato del 2025 rimane sempre il Fiat Ducato che precede l’Iveco Daily.
NOVITÀ 2026: CONSISTENZA FLOTTA CIRCOLANTE A NOLEGGIO
L’obiettivo di Dataforce è sempre stato quello di portare quanta più trasparenza possibile nel mondo delle flotte. Lo abbiamo fatto nel corso di questi anni prima con la canalizzazione di mercato per singolo operatore di noleggio, poi con quella per reale utilizzatore, sulla base delle iscrizioni all’archivio locatari ex art.94 e infine indagando più in profondità il fenomeno del successivo utilizzo delle autoimmatricolazioni e dei veicoli di fine noleggio e delle esportazioni all’estero, con la canalizzazione per secondo proprietario.
Quest’anno abbiamo deciso di compiere un ulteriore passo e monitorare l’evoluzione nel tempo delle consistenze di flotta ad uso noleggio, di lungo e di breve termine. La situazione al 31 dicembre 2025 vede un circolante totale uso noleggio (così come risulta dagli archivi MIT) di 1.643mila veicoli (PC + LCV) di cui il 13,7% elettrificato (elettriche + ibride plug-in).
Su richiesta possiamo fornire elaborazioni dettagliate per marca, modello e alimentazioni nonché per anno di anzianità.
Con questo ulteriore dato, siamo in grado di fornire analisi dettagliate ed approfondite sul mercato del noleggio per ogni tipo di attore del mercato (costruttore, operatore di noleggio o concessionario), così come per quelli dell’indotto come assicurazioni, costruttori di pneumatici o catene di riparazione indipendenti.
ANIASA 8 gennaio 2026
08 Gennaio 2026
Perché il car sharing è in crisi? Conti in rosso, e tanti “big” dicono addio
07 Gennaio 2026
Chiude in rosso il 2025 per l’automobile in Italia
Immatricolazioni auto: +2,2% in dicembre, -2,1% nell’intero 2025
Nonostante la modesta crescita di dicembre (+2,2% su dicembre 2024) dovuta anche ai primi effetti dei generosi incentivi per l’auto elettrica prenotabili dal 22 ottobre, il 2025 chiude a quota 1.525.722 con un calo del 2,1% sull’intero 2024. E’ questo un livello decisamente infimo, non solo rispetto al 2019, cioè all’anno che ha preceduto la pandemia in cui si toccò quota 1.917.106, ma anche e soprattutto rispetto a quota 2.494.115 toccata nel 2007, cioè nell’anno che ha preceduto la crisi generata il 15 settembre 2008 dal fallimento di Lehman Brothers. Crisi, quest’ultima, che era in via di superamento proprio quando la pandemia colpì, oltre al resto, anche il settore dell’auto.
Tornando ad oggi, come è ben noto, il mancato raggiungimento da parte delle immatricolazioni del livello ante-pandemia non ha colpito solo il mercato italiano, ma anche gli altri mercati della zona euro. Secondo gli ultimi dati resi noti dall’ACEA, nel periodo gennaio-novembre la situazione peggiore è indubbiamente quella della Francia che è sotto il livello ante-pandemia di ben il 27,2%, mentre la Germania perde il 21,4% e meglio vanno il Regno Unito, che accusa però un calo del 13,3%, mentre la Spagna è sotto del 9,3%. E tutto questo mentre l’auto nel resto del mondo ha già recuperato ampiamente il livello ante-pandemia e sta crescendo.
Ovviamente il crollo del mercato nella zona euro non è avvenuto per la rinuncia all’automobile da parte di un numero importante di utilizzatori, ma è avvenuto rinviando la sostituzione di milioni di auto già pronte per la rottamazione con effetti facilmente immaginabili per la sicurezza della circolazione e per la salvaguardia dell’ambiente.
La ragione della negativa situazione del mercato dell’auto nella zona euro è ben nota ed è la politica varata dall’Unione Europea per la transizione energetica, politica che non trova riscontro in nessuna altra parte del mondo. In alcune realtà esistono incentivi per l’auto elettrica, in altre, come la Cina, l’auto elettrica si afferma perché vi sono condizioni favorevoli alla sua affermazione, ma nel resto del mondo nessun paese sta cercando di imporre, manu militari, la transizione all’auto elettrica.
Come è noto, il 16 dicembre l’Unione Europea o, meglio, chi regge le sorti dell’Unione Europea, ha dichiarato una disponibilità ad attenuare le misure ambientalistiche che dovrebbero culminare nel 2035 con l’abbandono dei motori a combustione interna. E’ un primo modesto risultato che scaturisce dalla presa di coscienza che la politica ambientale per l’automobile varata dall’Unione Europea, non solo ha dato risultati modesti per la tutela dell’ambiente, ma ha anche arrecato gravissimi danni all’industria automobilistica europea e ai lavoratori dell’automobile. Un’apertura sia pure modesta alla ragione va comunque salutata con favore, ma il compito dell’Unione Europea non può essere solo quello di rimediare parzialmente agli errori dettati dall’ideologia. L’Unione Europea deve anche mettere a punto un piano serio e credibile per risarcire i danni che la sua politica ambientalistica ha prodotto. Occorre cioè, sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che venga varato un piano per il rilancio dell’auto europea e per ridare un posto di lavoro agli operai e agli impiegati che lo hanno perso sull’altare dell’ecologia ideologica.
Fonte: Centro Studi Promotor
07 Gennaio 2026
Vola il noleggio a lungo termine
Corriere della Sera - Quattroruote
07 Gennaio 2026
E’ Folonari il nuovo Presidente dell’ANIASA
Quattroruote
30 Dicembre 2025
Immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale
Gennaio-novembre +1,9% sul 2024, ma -16,8% sul 2019
In novembre sono state immatricolate in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) 1.079.563 autovetture con un incremento del 2,4% sul novembre dello scorso anno, ma con un calo del 10,9% rispetto alla situazione ante-crisi, cioè rispetto a novembre 2019. Peggiore, soprattutto per il confronto con la situazione ante-crisi, è il quadro per il periodo gennaio-novembre. Le immatricolazioni sono state 12.098.650 con un incremento dell’1,9% sullo stesso periodo del 2024, ma con un calo di ben il 16,8% sulla situazione ante-crisi. E questo, come abbiamo più e più volte sottolineato, mentre nel resto del mondo il mercato dell’auto ha già ampiamente recuperato il calo di vendite dovuto alla pandemia ed è in crescita con un tasso abbastanza sostenuto.
Considerando i primi cinque mercati dell’Europa Occidentale, nel periodo gennaio-novembre la situazione peggiore è indubbiamente quella della Francia che è sotto il livello ante-pandemia di ben il 27,2%, mentre la Germania perde il 21,4%, l’Italia il 20,2% e decisamente meglio va il Regno Unito con un calo del 13,3% e soprattutto la Spagna che rispetto al livello ante-pandemia nei primi undici mesi dell’anno è in calo del 9,3%.
Particolarmente interessante, nei dati diffusi oggi dall’ACEA, è la situazione delle immatricolazioni di autovetture per tipo di alimentazione. In novembre si registrano quote piuttosto rilevanti per le auto elettriche. Nell’intera Europa Occidentale la quota delle elettriche ha toccato il 23,5% contro il 17,5% del novembre 2024. Il paese più virtuoso è la Norvegia con il 97,6% di quota seguito dalla Danimarca con il 73,7%, dall’Islanda con il 62,6% e dall’Irlanda con il 41,5%, mentre nei cinque maggiori mercati la quota dell’elettrico in novembre ha toccato il 26,4% nel Regno Unito, il 25,8% in Francia, il 22,2% in Germania, il 9,9% in Spagna e in Italia, grazie ai recenti incentivi, la quota è stata del 12,3%.
Vi è da dire che continua anche la corsa dell’ibrido plug-in che, come è noto, è stato premiato anche dalla revisione della posizione intransigente dell’Unione Europea per la transizione energetica, revisione che certo non risolve tutti i problemi, ma che comunque vede un’attenuazione del rigore ecologista. Certo molti problemi restano da risolvere - precisa Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - e tra questi ce n’è uno molto importante che prima o poi si dovrà affrontare: chi risarcirà le case automobilistiche per i danni che il rigore, di cui si è detto, ha provocato? E soprattutto chi risarcirà i troppi lavoratori che hanno perso il posto di lavoro per le pruderie ecologiste dell’Unione Europea?
23 Dicembre 2025
Eligo, Ergo, Viridis Sum?
23 Dicembre 2025
Intervista ad Italo Folonari su ACI Radio
ACI Radio
22 Dicembre 2025
Detraibilità IVA al 40% - Proroga al 31/12/2028
Prot. n. p. 1908 Roma, 19 dicembre 2025
A TUTTE LE ASSOCIATE
Oggetto: Detraibilità IVA al 40% - Proroga al 31/12/2028
Informiamo che l’Italia ha ottenuto dal Consiglio Europeo l’autorizzazione a continuare ad applicare per il triennio 2026-2028 la misura di deroga sul diritto di detrarre l’IVA, di cui sono gravate alcune tipologie di veicoli. Si tratta della sesta autorizzazione triennale ad ulteriore proroga del c.d. regime transitorio in vigore dal 2007 e che stabilisce la detraibilità dell’IVA forfetaria al 40%.
Dopo aver mantenuto per ben 25 anni un regime di detrazione differente da quello ordinario, grazie ad una deroga alla normativa EU sistematicamente rinnovata, e pur essere stata condannata nel 2006 dalla Corte di Giustizia di Strasburgo, l’Italia chiede di triennio in triennio un rinvio della disciplina comunitaria.
Le motivazioni generali indicate nella decisione del Consiglio dell’8 c.m appaiono discutibili, in quanto si continua a sostenere che ”tali misure speciali sono giustificate dall’esigenza di semplificare la procedura per la riscossione dell’IVA e di evitare l’evasione fiscale derivante da contabilità scorretta e false dichiarazioni fiscali”.
La problematica della detraibilità limitata dell’Iva ha origine, come noto, dalla sentenza Stradasfalti della Corte di Giustizia EU del 14 settembre 2006 n. C-228/05, con la quale si censuravano le limitazioni italiane alla detrazione dell’Iva per l’acquisto, l’uso e la manutenzione dei veicoli.
In deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a) e all’articolo 168 della direttiva 2006/112 relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, l’Italia è stata autorizzata, con decisione 2007/441/Ce del Consiglio Ue, a limitare al 40 % il diritto alla detrazione dell’Iva sull’acquisto di taluni veicoli stradali a motore (compresi i contratti di assemblaggio e simili, fabbricazione, acquisto intracomunitario, importazione, leasing o noleggio, modificazione, riparazione e manutenzione, nonché le spese connesse, compresi lubrificanti e carburante) a condizione che il veicolo in questione non sia interamente utilizzato a fini professionali.
La limitazione della detrazione non si applica infatti ai veicoli che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, quali i veicoli delle autoscuole, delle aziende di noleggio veicoli e quelli adibiti ad uso pubblico nonché per quelli degli agenti e rappresentanti di commercio.
Rileviamo peraltro che sulla annosa questione potrebbero maturare differenti orientamenti legislativi, in relazione alle recentissime indicazioni della Commissione EU sulla decarbonizzazione delle flotte (cfr. ns. nota di ieri), che prevedono, genericamente, agevolazioni fiscali per i veicoli più ecologici.
Ricordiamo nell’occasione che in ordine alla fiscalità delle auto aziendali ANIASA ha presentato quest’anno al Governo una proposta con misure di maggiore detraibilità dell’IVA.
19 Dicembre 2025
Il rinnovo del CCNL ANIASA su Radio 24
Radio 24
19 Dicembre 2025
Proposte della Commissione EU su Pacchetto Automotive e Regolamento sui veicoli aziendali
Prot. n. p. 1907 Roma, 18 dicembre 2025
A TUTTE LE ASSOCIATE
Oggetto: Proposte della Commissione EU su Pacchetto Automotive e Regolamento sui veicoli aziendali
Come riportato dai media, la Commissione Europea ha pubblicato l’atteso Pacchetto Automotive, volto a supportare la transizione ecologica del settore, preservandone la competitività produttiva.
Il Pacchetto si basa sul Piano di Azione per l’Automotive e sugli input ricevuti dagli stakeholder in fase di consultazione nel Dialogo Strategico avviato a partire da inizio 2025.
Al momento non sono ancora disponibili tutti i testi delle proposte. La Commissione ha comunque fornito una panoramica sui contenuti, di seguito illustrati.
Pacchetto Automotive - Revisione degli standard sulle emissioni di CO₂
8
► La Commissione propone di rivedere gli attuali standard sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni e per i veicoli pesanti (HDV).
► A partire dal 2035, i costruttori auto dovranno rispettare un obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni allo scarico, mentre il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso l’uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione, oppure tramite e-fuel e biocarburanti. Questa misura consentirebbe l’utilizzo di una gamma più ampia di veicoli, inclusi gli ibridi plug-in.
► Prima del 2035, le Case auto potranno beneficiare di “super crediti” per piccole auto elettriche accessibili e prodotte nell’Unione europea.
► Per l’obiettivo 2030 per auto e VCL viene introdotta una flessibilità aggiuntiva, consentendo il “banking & borrowing” per il periodo 2030-2032. Un’ulteriore flessibilità è concessa per il segmento dei VCL, con una riduzione dell’obiettivo di CO₂ per i furgoni al 2030 dal 50% al 40%.
► La Commissione propone una modifica degli standard sulle emissioni di CO₂ per i veicoli pesanti, agevolando il rispetto degli obiettivi 2030. La modifica consente ai produttori di accumulare più crediti di emissione negli anni precedenti al 2030 rispetto all’attuale regolamento, permettendo loro di ottenere crediti ogni anno se le emissioni di CO₂ sono inferiori al loro obiettivo annuale di emissioni di CO₂.
Flotte aziendali
► Sono stabiliti a partire dal 2030, obiettivi nazionali obbligatori minimi per sostenere la diffusione di veicoli a zero (ZEV) e basse emissioni (LEV). Gli Stati membri dovranno quindi garantire che una quota minima delle nuove immatricolazioni sia a zero o basse emissioni, senza distinzione tra noleggio a breve e lungo termine, leasing operativo o finanziario (vedi in allegato Annex 1).
► L’obbligo riguarda le grandi aziende (aziende con almeno due dei seguenti requisiti: stato patrimoniale superiore a 20 milioni, ricavi superiori a 40 milioni, 250 dipendenti),
► E’ indicata genericamente la possibilità di regimi fiscali o altre misure di sostegno statale soggette alle norme applicabili in materia di aiuti di Stato. Requisito essenziale che i veicoli che beneficiano di sostegno pubblico siano a zero o basse emissioni ed esclusivamente di produzione europea.
Clausola “Made in Europe”
A partire dal 2028, agli Stati membri non sarà consentito fornire “sostegno finanziario” per l’acquisto, il leasing, il noleggio, l’acquisto a rate o la gestione di auto e furgoni aziendali diversi dagli ZEV o LEV “Made in Europe”.
La Commissione definirà la metodologia per determinare i criteri per cui i veicoli possono essere considerati “Made in Europe” in un atto delegato separato.
ANIASA si riserva di approfondire tale disposizione, considerando i potenziali impatti sul trattamento fiscale delle flotte aziendali. Nello specifico, si attende di conoscere quale sarà da parte della Commissione l’ambito e la definizione di “sostegno finanziario”. A seconda di come viene interpretato tale termine, la disposizione potrebbe infatti influire, ad esempio, sull’applicazione delle misure di deducibilità fiscale esistenti e potenzialmente limitarne la disponibilità.
Omnibus Automotive
► Le proposte mirano ad alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei. Si tratta di una Direttiva e di un Regolamento per esentare alcuni furgoni dall’obbligo di installare tachigrafi intelligenti e di essere dotati di dispositivi di limitazione della velocità.
► E prevista l’introduzione di una nuova categoria di veicoli nell’ambito dell’iniziativa Small Affordable Cars, che riguarderà i veicoli elettrici fino a 4,2 metri di lunghezza. L’obiettivo è di consentire agli Stati membri e alle autorità locali di sviluppare incentivi mirati, stimolando la domanda di piccoli veicoli elettrici prodotti nell’UE.
► Saranno stanziati 1,8 miliardi di euro nell’ambito della strategia per accelerare lo sviluppo di una catena del valore delle batterie interamente prodotta nell’UE.
ATTIVITA’ SUCCESSIVE
Si evidenzia che ad eccezione della Strategia per il rafforzamento delle batterie, che è una Comunicazione, tutte le citate proposte della Commissione seguiranno la procedura legislativa ordinaria.
Le proposte saranno quindi trasmesse al Parlamento e al Consiglio dell’UE, dove le discussioni formali inizieranno a gennaio 2026. Al Parlamento europeo il processo inizierà con la nomina di un relatore, dopodiché potranno iniziare le deliberazioni interne. Parallelamente, il Consiglio dell’UE sta procedendo con l’esame della proposta, con una prima discussione prevista in seno al Gruppo di lavoro “Trasporti terrestri” il 13 gennaio 2026.
Nell’allegare la documentazione di riferimento, ANIASA, in collegamento con UTOPIA e Leaseurope, si riserva successive comunicazioni sulla complessa materia, al fine di valutare le implicazioni e fornire orientamenti alle associate.
19 Dicembre 2025
La mobilità tra digitalizzazione e nuove sfide
19 Dicembre 2025
Geotab sui veicoli a motore termico anche dopo il 2035: il dietrofront dell’UE invita a guardare ai dati
In un contesto politico e normativo volatile, le flotte dovrebbero continuare a concentrarsi sull’utilizzo sapiente dei dati, piuttosto che sulla politica, per ottenere vantaggi immediati in termini di efficienza e sostenibilità
La decisione della Commissione UE di rivedere il divieto totale di vendita dei motori termici a partire dal 2035, abbassando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dal 100% al 90%, può essere vista da un lato come una proroga, dall’altro come un passo indietro nel percorso verso la decarbonizzazione.
Geotab lnc., leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi, sottolinea come, dal punto di vista concreto, questo non rappresenti una svolta così significativa per i fleet manager, che si confrontano quotidianamente con la necessità di conciliare sfide economiche e di efficienza operativa. Tuttavia, nonostante la proposta debba ancora affrontare un iter legislativo complesso in Parlamento, il semplice fatto che gli obiettivi stiano cambiando conferma un aspetto importante: le normative possono essere volatili.
“Mentre le istituzioni politiche portano avanti il dibattito, le esigenze in termini di ottimizzazione dei costi rimangono le stesse. Il pericolo, però, è che ora le aziende interpretino questo ‘reset’ normativo come il permesso di sospendere il proprio percorso di modernizzazione”, spiega Franco Viganò, AVP EMEA & Italy Country Manager di Geotab. “Potrebbe essere un errore strategico importante: la spinta verso l’elettrificazione e la riduzione delle emissioni non è mai stata solo una questione di conformità al divieto del 2035, né esclusivamente di profitto. Si tratta di un duplice obiettivo, che risponde all’urgenza di una reale sostenibilità, combinata con l’esigenza di ottenere vantaggi immediati in termini di efficienza”.
Con o senza divieto ai motori termici, è la Sostenibilità Pragmatica a fare la differenza
Per le flotte, il vero approccio vincente è quello che promuove la cosiddetta “sostenibilità pragmatica”, che guarda oltre i soli obiettivi legislativi a lungo termine, per offrire un empowerment immediato basato sui dati. Che l’obiettivo di riduzione delle emissioni sia 100% o 90%, oggi gli sprechi nelle flotte (determinati da soste a motore acceso, percorsi inefficienti e utilizzo errato del carburante) stanno già costando molto alle aziende.
Invece, utilizzando i dati per semplicemente correggere abitudini inefficienti, grandi flotte come quelle che operano nel settore logistico e dei trasporti possono risparmiare decine di migliaia di euro al mese sui costi operativi e, al contempo, ridurre le emissioni di CO₂ di migliaia di tonnellate all’anno.
Questo dimostra come responsabilità ambientale e performance aziendali possano (e debbano) migliorare insieme.
Il “Reset” aumenta la complessità
Oggi si sta passando da un approccio netto, del tipo “tutto o niente”, a un sistema più flessibile, che porterà flotte miste complesse ad operare più a lungo del previsto.
Gestire una flotta mista di veicoli elettrici, ibridi e con motori a combustione interna richiede un nuovo livello di analisi, mettendo in luce i limiti di una gestione basata sull’“istinto”. Restare fedeli a una strategia apparentemente semplice che favorisce unicamente il diesel può sembrare sicuro, ma significa in ultima analisi accettare costi operativi più alti rispetto ai competitor che invece hanno imparato a ottimizzare il mix energetico.
Recenti analisi di Geotab mostrano che, nelle flotte, ben tre quarti (75%) dei veicoli leggeri operano entro il raggio giornaliero degli EV moderni, riducendo il rischio di transizione per la maggior parte della flotta. Tuttavia, i dati rivelano anche che quasi la metà (49%) dei veicoli delle flotte europee è già economicamente adatta all’elettrificazione, con importanti riscontri dal punto di vista dei costi di proprietà e gestione rispetto agli equivalenti a benzina o diesel.
“Non ci si può permettere di utilizzare i veicoli elettrici dove non sono adatti, né di mantenere un furgone diesel su una tratta dove l’elettrico ridurrebbe emissioni e costo totale di proprietà. L’attenzione non dovrebbe essere posta sulla minoranza di veicoli che potrebbero richiedere motori a combustione più a lungo: al contrario, dovrebbe andare su quel 50% di veicoli non elettrici che stanno letteralmente facendo perdere denaro alle aziende”, prosegue Viganò.
Flotte aziendali: come mantenere la stabilità in un contesto incerto
Per l’industria automobilistica, il momento attuale può rappresentare un importante punto di svolta, che vede i produttori affrettarsi ad adeguarsi ai nuovi obiettivi per il 2030 e il 2032.
Le flotte, tuttavia, non possono permettersi di variare la propria strategia a ogni cambio di rotta politica. Al contrario, serve una strategia che permetta di sopravvivere al ciclo degli eventi e, possibilmente, di anticiparli.
Come?
Concentrandosi sugli asset attuali: sfruttare i dati dei veicoli e le piattaforme telematiche per identificare quali veicoli può essere economicamente vantaggioso sostituire già oggi, indipendentemente dalle regolamentazioni.
Ottimizzando gli aspetti operativi: non aspettare il 2035 per ridurre le emissioni, ma gestire sin da subito quanto può essere già migliorato, come il consumo di carburante e le soste a motore acceso.
“L’UE potrebbe aver concesso un po’ più di tempo ai motori termici, ma non ha cambiato l’obiettivo finale. Il mercato ormai riconosce il valore dei veicoli elettrici e, indipendentemente dall’entrata in vigore dei vari obblighi, per le aziende continuerà ad essere importante utilizzare il potere dei dati per eliminare le inefficienze. Aspettare di avere certezze normative assolute è una strategia di stagnazione: l’efficienza richiede azione ora”, conclude Viganò.
Intervista al Presidente Viano su Riparte l’Italia
Riparte l’Italia
18 Dicembre 2025ANIASA 18 dicembre 2025
18 Dicembre 2025
LoJack – Arval, insieme per flotte aziendali sempre più sicure
Grazie a questa partnership sono stati recuperati 516 veicoli rubati per un valore complessivo di quasi 11 milioni di euro.
516 veicoli recuperati in meno di sei anni per un valore complessivo di quasi 11 milioni di euro. Sono questi i dati che riassumono in modo efficace i risultati della partnership tra LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati e Arval Italia, azienda del Gruppo BNP Paribas specializzata nel noleggio auto a lungo termine e in servizi di mobilità.
Grazie all’accordo, avviato nel 2019 e che oggi riguarda una flotta di 55.000 veicoli, LoJack garantisce maggiore sicurezza dal furto ai mezzi concessi in noleggio a lungo termine a dipendenti di imprese e pubbliche amministrazioni e a privati con partita IVA o con solo codice fiscale.
“La partnership con Arval testimonia efficacemente l’opportunità per le società di noleggio e le società che gestiscono flotte aziendali di dotarsi di sistemi hi-tech in grado di tutelare efficacemente i propri asset. Il business dei furti d’auto da anni ha messo nel mirino le vetture aziendali, siano esse utilitarie oppure auto premium, soprattutto in alcune aree del Paese, dove queste vengono spesso sottratte anche avvalendosi di attrezzature, come jammer, che ne agevolano l’opera. Abbiamo così raggiunto percentuali di recupero doppie rispetto alla media nazionale e monitorando costantemente l’evolversi del fenomeno insieme ad Arval, siamo pronti a integrare nuove soluzioni nel prossimo futuro per rafforzare la nostra battaglia contro i furti d’auto”, spiega Massimo Braga –Vice President e Direttore Generale LoJack Italia.
Sono tre i punti di forza dell’offerta LoJack per le flotte aziendali che aumentano in modo sensibile le possibilità di ritrovare una vettura dopo il furto: la tecnologia unica della radiofrequenza, potenziata ulteriormente dall’integrazione con quelle GPS/GSM, un mix che consente di intervenire anche dove altri sistemi non riescono a operare; una centrale operativa attiva H24 che supporta il driver soprattutto in tutte le delicate fasi che vanno dalla denuncia del furto al recupero della vettura; un team di specialisti che ogni giorno supporta concretamente e sul territorio le attività di ricerca delle auto rubate da parte delle Forze dell’Ordine. Grazie a questi fattori, dal 2019 a oggi, sono stati recuperati con tempestività e restituiti ai legittimi driver, 516 veicoli della flotta Arval, per un totale di 11 milioni di euro.
Un recupero record (13 auto e 2 moto), nonostante il jammer
L’efficacia della partnership tra Arval e LoJack è ben esemplificata da uno spettacolare e avvincente recupero di una Range Rover Sport avvenuto a Verona. Dopo essere stata rubata e ritrovata una prima volta, la vettura ha subito un secondo furto. Nel secondo ritrovamento, la vettura è stata localizzata in una autorimessa sotterranea a Verona, insieme ad altre 13 auto e due moto (un valore complessivo di 800mila euro), tra le quale vi erano una BMW X5 e una Toyota Rav 4 appartenenti ad Arval. Qui era stata momentaneamente occultata insieme ad altri veicoli trafugati, molti dei quali già con targhe contraffatte o con il numero del telaio addirittura cancellato tramite laser. Il recupero è avvenuto nonostante la presenza di Jammer che non hanno però ingannato la tecnologia di LoJack, a conferma della straordinaria efficienza del sistema e della tempestività di intervento delle Forze dell’Ordine.
17 Dicembre 2025
Van4you apre il suo primo centro in Liguria!
VAN4YOU continua a celebrare i 15 anni di attività (2010- 2025) e lo fa anche con l’apertura di una nuova filiale a GENOVA!
Un anno importante, fatto di festeggiamenti che hanno contribuito a dare la spinta giusta per continuare lo sviluppo del Piano Industriale e “conquistare” una nuova regione, la Liguria.
La filiale di Genova porta il Gruppo a 35sedi in Italia e a chiudere il 2025 con grande soddisfazione per affrontare il 2026 con slancio e impegno!
17 Dicembre 2025
Storico traguardo per Arval: 300.000 veicoli in flotta per i suoi 30 anni
Nel mese di dicembre 2025, Arval Italia, la società specializzata nel settore del noleggio auto a lungo termine e in servizi di mobilità del Gruppo BNP Paribas, ha raggiunto un traguardo storico: ha toccato infatti la quota di 300.000 veicoli nella propria flotta noleggiata.
Questo risultato è stato possibile grazie alla crescita di tutti i segmenti commerciali, dalle grandi aziende al mondo Retail, composto da piccole e medie imprese, liberi professionisti e privati, anche grazie alla forza dell’approccio multicanale, che consente ad Arval di avere una distribuzione diversificata, efficace e ben strutturata, in grado di raggiungere tutte le fasce di mercato.
Nel complesso, agli inizi di dicembre, Arval Italia registra un incremento di oltre il 6% di flotta noleggiata rispetto alla fine del 2024 e conta, nel corso del 2025, oltre 75.000 consegne.
In segno positivo sono anche tutte le linee di prodotto, dal noleggio a lungo termine tradizionale da 36 a 60 mesi, al noleggio mensile e flessibile grazie al prodotto Arval Flex così come il rinoleggio dei veicoli usati Arval Re-Lease.
Risultati che si inseriscono all’interno di una strategia di business orientata alla sostenibilità, come attestato dalle cinque certificazioni ottenute da Arval Italia in tema di qualità (ISO 9001: 2015), ambiente (ISO 14001: 2015), salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001: 2018), sicurezza stradale (ISO 390001: 2012) e prevenzione della corruzione (ISO 37001: 2016), oltre che dai rating ESG che si collocano ai più alti livelli di scoring (Ecovadis Platinum Medal, Synesgy Rating A, Open-es 10/12).
“Nell’anno in cui festeggiamo i nostri 30 anni di presenza nel mercato italiano, siamo orgogliosi di poter celebrare anche il raggiungimento dei 300.000 veicoli nella nostra flotta noleggiata” commenta Dario Casiraghi, Direttore Generale di Arval Italia. “Questo risultato è il frutto di una strategia coerente nel corso degli anni, che ci ha visto crescere in modo lineare e sostenibile. Un ringraziamento prima di tutto ai 1.200 collaboratori di Arval Italia che, grazie alla loro competenza, alla loro passione e alla loro energia, hanno reso possibile questo successo, così come a tutti i nostri clienti, che ci scelgono ogni giorno, e ai nostri partner, con cui collaboriamo per offrire sul mercato un servizio di qualità. Per noi, 300.000 veicoli rappresentano un nuovo punto di partenza per continuare a lavorare con la solidità ma anche con il dinamismo e l’innovazione che ci hanno sempre contraddistinto”.
16 Dicembre 2025